Un’altra giornata volge al termine, sulle note di alcuni passaggi del Völuspá in cui si canta degli dei norreni.
Oggi assieme ad un caro amico ho sistemato un magazzino adiacente al mio studio. Ho buttato via tante cose rotte, vecchie, cariche di polvere e non più utili.
Tante cose che mi sono capitate per le mani, quanti ricordi, da affrontare tutti con il sorriso dato che nel bene o nel male son tempi passati e siamo ancora qui a pensarci, serenamente.
Forse che gli dei alla fine di tutto per me abbiano un disegno particolare e mi abbiano aiutato nella mia vita così irta e difficoltosa? Di certo! Molti altri nei miei panni non sarebbero arrivati ai 20 anni sani di testa e l’avrebbero finita li.
Spesso capisco come si dovevano sentire i soldati nella Grande Guerra, dopo un assalto alla baionetta, dopo essere sopravvissuti ai loro amici di trincea.
Quel silenzio, quella calma dopo l’attacco, quella sensazione in cui si capisce di essere ancora vivi.
Tremendamente bella!
Consigliami, ora, Frigg,
ho gran voglia di andare,
a trovare Vafthrudhnir!
Son curioso, confesso;
di disputare sul sapere remoto,
con l’onnisciente gigante.