Domenica di fine settembre. Piove, fa fresco e nell’aria si sente il profumo dell’estate che se ne va e lascia il suo posto ad un autunno timido.

Anche quest’anno non potrò vedere i colori autunnali fra i miei monti e come ogni anno muoio un po’ dentro.
Tanti miei amici e conoscenti non capiscono questo mio sentimento per quelle montagne e quella zona che mi da quel ‘mal di montagna’. Nemmeno però provano a calarsi nelle mia ‘vesti’ per provare a sentire cosa io possa provare.

Aaaaah la compassione questa sconosciuta!

Da noi a Ferrara, ‘compatire’ qualcuno è una cosa brutta, ma la compassione è tutt’altro…compassione…com passione…con passione… cioè avvicinarsi agli altri CON passione per cercare di sentire quello che loro provaro. Ma è così difficile soprattutto quando si è amici da molto tempo? A quanto pare si; a quanto pare domina un sentimento di menefreghismo e aridità morale… sterilità di sentimenti che porta ad un isolamento sociale a mio avviso tutt’altro che sano.

E chi ve lo dice è una persona che non ama il casino, il rumore e il gran aggregarsi.

Speravo di potermi recare in Tesino ancora qualche giorno prima della fine dell’estate, ma fra la crisi del COVID e altre situazioni spiacevoli, dovrò rimandare il tutto all’anno prossimo di sicuro e credetemi, vedere tante persone amiche che nel frattempo se ne vanno in montagna, soprattutto tanti dopo aver detto che sono in crisi, il lavoro va male, hanno problemi finanziari….fa male.

Io che davvero mi trovo in questa situazione, so cosa vuol dire e non mi posso permettere nemmeno un fine settimana in un luogo di montagna seppur economico, a leggere certe cose mi sento ampiamente preso per il culo.
Ma la vita mi ha forgiato alle difficoltà, a differenza di tanti altri che dicono lo stesso e in realtà hanno sempre avuto la morbidezza sotto il culo.
Passerò anche quest’inverno e sognerò le mie montagne ed i miei boschi ogni fottuta notte, perchè ormai così è da anni, fino alla prossima primavera, quando forse riuscirò a tornarci per qualche giorno, forse… e intanto sarà passato quasi un’altro anno. Pare che nella mia precedente vita io sia passato nella Grande Guerra e un po’ mi rivedo in questo, la voglia di una licenza per tornare a ‘casa’, mentre ora mi tocca rimanere al fronte. Fortuna ho mia moglie che mi sostiene, ma quel senso di amaro, di mancanza, di vuoto verso quei posti rimane e mi mette sotto pressione il cuore ogni minuto.

Non vi dico cosa pagherei oggi per essere seduto ai giardini di Castello Tesino anche sotto la pioggia o in casa, nella mia vecchia casa di Via Baili o di piazza, in attesa di qualche amico per bere una birra o organizzare una cena da Toni a pane e salame e vin rosso.

Le cose semplici e belle della vita.
Ricordo come ora che in questi periodi si inizia a sentire il profumo dei camini che bruciano legne per scaldare le case, rammento il freddo e l’aria che inizia a tagliare la faccia fra le varie viuzze del paese. Il cielo a volte grigio, a volte incredibilmente blu. Mi manca tutto questo e qui a Ferrara, nonostante sia la mia città e la ami, muoio a pensare alle montagne.

Mi dicono ‘non farlo, non pensarci’, ma come si fa a non pensare a casa?

Beh ora cercherò di impegnare quel che resta di questa domenica che qui a Ferrara è grigia e promettente pioggia, magari non pensando alla montagna che poi inizio a dire cose che non voglio dire…..

Nel frattempo posso accontentare la mia mancanza di ‘montagna’ usando google streete view, ma che tristezza……