Il mio nuovo Natale

Natale, che parola strana per uno che ha avuto una vita come la mia. Se ci penso, risuona come una parola detta ad alta voce in una caverna, fa l’eco.

I primi ricordi che ho di questa festa sono confusi, non so se i primissimi sono a casa dei nonni dove vivevo la maggior parte dei miei giorni o dai miei genitori in cui trascorrevo spesso il fine settimana.
Dai nonni non si faceva un grande albero, ma su di un mobiletto ad angolo una piccola decorazione c’era sempre e quello grande era nell’appartamento accanto al nostro, dove viveva e vive ancora Giuseppe, il fratello di mia mamma che allora abitava con moglie e figlia piccola.
Facevano sempre anche un bel presepio.

A casa dei miei genitori invece, in Via dei Baluardi, era tutto differente. Nel corridoio di casa stava la parte marmorea di un antico camino in marmo rosa che era messo li solo per scopo decorativo.
Questo, creava una specie di rientranza nel muro ci circa un venti, venticinque centimentri, un metro e mezzo di larghezza e uno circa di altezza.

In quel punto mia mamma tutti gli anni organizzava il presepio che era un vero e proprio diorama.
C’erano le casette, la stalla della natività, il muschio, la carta blu con le stelle per fare il cielo, glòi immancabili re Magi e poco distante, su un tavolino si organizzava l’albero di Natale, non grandissimo, così, a memoria (ero piccolo e le dimensioni per me erano differenti a livello percettivo) potrebbe essere stato un metro e mezzo o poco più.

Era un abete vero, in vaso che poi mettevamo in giardino non appena terminava il periodo delle feste natalizie.
Per quello aiutavo mamma a decorarlo. Le palline di vetro mi erano precluse, essendo un bambino non avevo molta grazia nel maneggiarle ed erano quindi di sola esclusività degli adulti, ma ero contento lo stesso, era molto bello.

Era forse l’unico periodo abbastanza sereno in famiglia quello delle feste a cavallo del capodanno, la magia del credere a Babbo Natale, l’apertura dei regali la mattina del 25, le tavolate con ogni ben di Dio da mangiare e soprattutto la presenza di tutti in qrmonia, cosa che purtroppo, durante il resto dell’anno mancava, ma non sarà questa la sede in cui parlerò di questo.

Natale in quegli anni era anche accompagnato da musiche che ancora oggi mi ridanno emozioni fortissime come i Band Aid con la loro mitica ‘Do They Know It’s Christmas?’ o ‘Last Christmas’ del compianto George Michael, da mille programmi tv mitici, dai cartoni della Disney, dalle pubblicità che oggi mi fanno ancora sorridere, Natale era questo.

L’ultimo anno in cui probabilmente abbiamo fatto l’albero deve essere stato il 1991 o il 1992, da allora, oltre ad essersi sfasciata la famiglia nel vero senso della parola, non ve n’è stata più occasione.

Quest’anno, pur avendo una casa piccola, per far sentire un po’ di calore a mia moglie che, a causa di questo Covid, a Natale non potrà essere giù dai suoi ho deciso di farLe una sorpresa, fare l’albero di Natale a casa.
Mi sono subito attrezzado cercando la complicità di chi la sera avrebbe dovuto tenerla fuori da casa per permettermi di realizzare il tutto, la mitica Patty che subito si è prestata.

Poi mi occorreva qualcuno con cui andare a prendere l’albero e li è intervenuto Marcello che oltre a fare questo giro per acquistare albero e decorazioni mi ha regalato una bella giornata in giro per il nostro Polesine alla scoperta di alcuni luoghi davvero interessanti.
Tornato a casa ho dovuto attendere che Teodora mi lasciasse a casa e appena è andata dalla sua amica, la quale sapeva che fino ad un mio segnale non l’avrebbe dovuta mollare, ho ingaggiato infine il duo mitico, Gilberto e Lorenz che mi hanno aiutato ad allestire il tutto fra un brindisi con del buon Fiano e della buona musica alla fine siamo riusciti a terminare il tutto per le 20 e 30 in tempo record.

Mia moglie è arrivata a casa mezz’ora dopo e la sorpresa è stata davvero grande!

Sono contento che quest’anno, anche a casa nostra sarà un po’ Natale, soprattutto per lei che dovrà farlo lontano dalla sua famiglia e per me che con questo gesto chiudo un cerchio che si era spezzato ai primi anni ’90 facendo pace con il mio passato e le mie radici.

Ringrazio di cuore i preziosissimi amici che mi hanno permesso tutto questo, Patrizia, Marcello, Lorenzo e Gilberto.

Che sia un meraviglioso Natale anche per tutti Voi.

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