Voglio aprire questo mio nuovo ‘blog personale’con il ricordo di un bellissimo fine settimana trascorso assieme a mia moglie e ad una coppia di amici cari.

Circa 15 giorni fa vengo raggiunto da una telefonata dall’amico Massimo che mi propone di andare un fine settimana di tre giorni in montagna assieme alle nostre due mogli.
Voleva vedere e conoscere un po’ il Tesino, per aver letto il mio ultimo libro che proprio di quelle zone parla.

Dopo aver sentito la disponibilità della Teo (mia moglie appunto) ho confermato e ho preparato un piano di visite per potergli far vedere almeno le cose più interessanti visto che tre giorni non sono poi tantissimi alla fine dei conti.
A seguito di un’altra telefonata poi si è deciso di partire il giovedì sera, un po’ per evitare il traffico ed un po’per avere poi i tre giorni seguenti integri da sfruttare riposati.

Il pomeriggio del 2 luglio quindi Massimo e sua moglie arrivano a prenderci e ci avviamo in auto verso il Veneto e a seguito in Trentino.

Raggiunto poi Castello Tesino, appoggiamo i bagagli al Garnì Canterbury, punto d’appoggio ormai rodato in quel paese da anni, una rinfrescata e poi come da programma siamo andati in Celado a mangiare una cosa al ristorante di un caro amico di origine ferrarese che da tanti anni si trova in Tesino, Sauro.

Dopo cena siamo anche riusciti a vedere diverse lucciole, personalmente non le vedevo da molti anni, è stato un bel momento.

Il programma del giorno dopo avrebbe previsto il pranzo in un posto immerso nel al verde, così ho condotto i ragazzi fino su al Lefre da Fabbro al rifugio.
Ma prima di sederci e gustare delle portate succulente, ho portato moglie ed amici a vedere il panorama sulla Valsugana che da un belvedere naturale si può godere.

E’ un posto interessante dal pnto di vista naturalistico ma anche storico perchè sotto i nostri piedi, in quel punto si trovano dei fortini in caverna originari della Grande Guerra e che, grazie all’ausilio di una torcia abbiamo visitato in sicurezza.

Una volta pranzato, ci siamo rilassati e poi abbiamo raggiunto il Museo Per Via di Pieve Tesino. Un museo moderno e dal ‘concept’ veramente immersivo. I Tesini in passato furono grandissimi viaggiatori e a cavallo del XIX secolo ebbero gran fortuna con il commercio ambulante delle stampe, tanto che molti di loro poterono aprre negozi in giro per le maggiori città europee.

Il pomeriggio avevamo poi programmato grazie al supporto del simpaticissimo prof. Giuseppe Patti, una visita guidata agli affreschi della meravigliosa chiesetta di Sant’Ippolito e Cassiano, programmazione perfetta perchè nel mentre che il prof. ci raccontava del meraviglioso ciclo pittorico di Giovanni di Francia, all’esterno pioveva che Dio la mandava.

Gli affreschi di Sant’Ippolito e Cassiano

La sera del venerdì dopo una breve passeggiata, i miei amici e mia moglie sono tornati al Garnì mentre io mi sono incontrato con un amico di vecchia data e la sua ragazza per fare due chiacchiere insieme, poi sono corso giù a cena, la sera siamo andati a riposare presto in quanto ci avrebbe atteso un sabato un po’ più impegnativo.

Il mattino seguente, dopo una doccia ed una colazione abbondante, siamo partiti per il Forte di Cima Campo, dove abbiamo trovato i ragazzi del Gruppo Alpini di Mellame che tagliavano l’erba. Abbiamo fatto un giro intorno e dato un’occhiata veloce alla corte interna della fortezza mentre spiegavo ai miei amici la storia ed i fatti bellici del novembre 1917.

Il Forte Leone di Cima Campo

Dopo una bella passeggiata nei prati e sentieri attorno al forte siamo andati a rilassarci alla Malga Cimacampo dove Lucia e Michela ci hanno dato il loro benvenuto preparandoci una bella tavolata e portandoci delle prelibatezze fantastiche.

Mia moglie Teodora, io, Lucia e Michela della Malga Cimacampo

Inutile dire che non volevo scendere più, l’effetto di quei posti, il clima, la gente, mi fanno sempre sentire ‘a casa’.

Il pomeriggio è proseguito, anche grazie alla regia di Giove Pluvio che ha lasciato il cielo sereno, verso il vicino forte di Cima Lan fratellino di Forte Leone e anche se di lui oggi restano solo dei ruderi è sempre affascinante recarsi in silenzio a fargli visita.

I resti del Forte di Cima Lan

Proprio sotto alla fortezza in oggetto c’è l’Agritur ‘Sul Dorso di Lan’ di Stefania, un’amica che proprio qui su un pianoro erboso ha voluto aprire questa attività e ci ha accolto con una bella caraffa di aperitivo al Sambuco che i più conoscono come Hugo.

Successivamente a questa stupenda pausa, in una giornata con un cielo blu mai visto prima, abbiamo ripreso la strada del ritorno per arrivare a rinfrescarci e andare a cena dal Cacciatore, il mitico Toni dove da sempre, si mangia davvero bene.
Abbiamo mangiato divinamente, senza esagerare e al rientro al Garnì, mi sono preso mezzoretta per fare una passeggiata in ‘personal’ dato che il giorno dopo era prevista la partenza.

Giunta poi la domenica, saldato il conto del Garnì, abbiamo preso la strada del Passo del Brocon, i miei amici dovevano vederlo a tutti i costi, così fatta una tappa alla Malga Arpaco per un caffè e l’acquisto di un po’ di prodotti locali, ci siamo diretti verso Canal San Bovo e poi la Valle del Primiero.

Li, per la precisione a Mezzano, la prima tappa è stata al birrificio Bionoc’ del nostro amico Fabio che produce birre artigianali di altissima qualità.
Inutile dire che abbiamo fatto incetta di birre per portarcele a casa.

L’insegna del birrificio Bionoc’

Salutato Fabio, abbiamo fatto due passi nel centro di Fiera di Primiero, dove ci ha raggiunti da Ferrara, Paolo, un altro amico.
Dopo una bella passeggiata, d’obbligo la seconda tappa al ristorante della famiglia di Fabio (il birraio…) La Doga dove ci hanno coccolati con pietanze di eccelsa qualità.

Dopo pranzo Massimo e sua moglie Paola hanno preferito rientrare a casa nel ferrarese e dato che Paolo era salito per noi, abbiamo spostato i bagagli sulla sua auto e li abbiamo salutati.
Visto il grande traffico del rientro che si stava muovendo dalla montagna verso le pianure venete si è deciso di tardare la partenza a dopo cena quindi su mio suggerimento, per non fare troppa strada ci siamo recati nella vicina Val Canali a godere del meraviglioso torrente omonimo che in quel tratto ha uno stupendo color turchese.

Il torrente Canali

Ho poi convinto i ragazzi a salire a cena all’hotel Piereni, circa una mezzoretta di auto da dove eravamo, più in su, in una posizione geografica e panoramica unica. In un sol colpo d’occhio potevi vedere le Pale di San Martino, il massiccio del Pavione, il Sass de Mura, il gruppo del Piz di Sagron e un sacco di altre vette. Dire che era stupendo è poco!

Le Dolomiti e l’Hotel Piereni sulla destra

Giunte le 20 e 30 circa è arrivato il triste momento della partenza, ogni volta fonte di tristezza almeno per me. Per fortuna almeno, la nostra decisione di rimanere ha ottenuto gli effetti desiderati, la strada era particamente vuota e in poco più di due ore eravamo a casa, immersi in un caldo umido, tipico di Ferrara, che personalmente non sopporto e infatti, il giorno dopo (lunedì) ero completamente a pezzi.

Oggi fa più fresco e la situazione è migliore….in attesa di nuovo fresco di montagna, la prossima volta.