Questa sera mi fermo.
Mi fermo un attimo, mentre cammino per le strade di Ferrara, buie, antiche a me familiari, oggi come allora nel XIII secolo.
Questa è una di quelle sere in cui bisogna affrontare i propri pensieri ed i propri spettri, cosa che io ho sempre fatto senza troppe paura, nemmeno fossi un crociato sugli spalti di Gerusalemme o un samurai dinnanzi al suo nemico che avanza.
Tanti, troppi pensieri, vederli e sentirli tutti? Si, li lascio passare e sulle note di Sally, in pochi minuti, dopo poche lacrime il mio animo è libero, rinnovato, terso e pronto ad essere ricaricato, dopo questa catarsi mistica, mia, solo mia, interiore ed esteriore che mi lega a questo piano esistenziale, a questa incarnazione un po’ stupida ed un po’ importante.

La trincea della mia vita stasera mi sembra un poco più pesante, tiro un sospiro di sollievo e posso riposare per prendere fiato.
Ringrazio gli Asi, sempre con me, i miei avi che mi parlano sempre, raccontandomi storie di gloria ed onore e cercando di incutermi coraggio e forza, mater e freter, sempre nei miei pensieri di gratitudine.

Abbasso la testa,sistemo il mio elmo e sono pronto a riposare, perchè domani è una giornata nuova e ci saranno nuove battaglie da combattere.
Mai stanchi, mai demoralizzati ma soprattutto mai domi.

A domani gente.

Salinguerra