Sono già passati 5 anni amico mio e in questa calda serata afosa di Ferrara, mentre scolto alcune canzoni che sentivamo negli anni ’90 assieme quando si saliva in montagna, mi torni in mente, Dopo una vita turbolenta e difficile, chissà dove sei ora, chissà cosa stai facendo e cosa stai pensando. Abbiamo passato molto tempo assieme e ci siamo confidati su molte cose personali, mie e tue amico mio, fratello mio.

Sei tu che dopo molti anni mi hai riportato a Castello Tesino, nella mia amata valle, anche se per poche ore, mi hai fatto il più bel regalo del mondo.

Le serate da Martino a Copparo o i nostri aperitivi negli ultimi tempi. Chissà che ti è successo fratello mio, si perchè tu eri e sei un mio fratello, mi capivi benissimo, sapevi cosa pensavo e quando avevo bisogno, c’eri sempre. Ci hai lasciati cinque anni fa fratello mio, dopo che ho perso l’altro fratello che avevo, quello di sangue, ma forse le nostre anime erano e sono legate da collegamenti che vanno ben oltre la dimensione fisica.

Questa sera sono qui a pensarti e dirti grazie per tutto quello che sei stato per me e per tutto quello che hai fatto. Son passati cinque anni, da quando in punta di piedi hai voluto uscire da questo manicomio, tanto in silenzio che ho dovuto sapere della tua dipartita dal mio parrucchiere Gianluca. Ma questo era tipico di te, startene fuori dai giochi e lontano dalle persone, anche da quelle che amavi, per paura di disturbarle e dargli preoccupazioni.

Bene fratello mio, se puoi vigila su di me e porta un abbraccio a Matteo e a Cristina mia madre. Un giorno ci rivedremo, ma non ora, un giorno caro e intanto se puoi divertiti.

Ti ricordo con questo mio scritto di qualche anno fà….

Oggi ho voluto fare un piccolo viaggio, un giro nelle nostre campagne, mirato in primis a portare un saluto ad un caro amico, un fratello, che l’anno scorso ha deciso di terminare il suo viaggio su questo nostro mondo. Nel giro in bici, motivato anche dalle miti temperature di questi giorni mi ha portato prima nel paesino di Focomorto, dove, oltre ad avere avuto i natali mio padre, riposa questa cara persona con cui ho potuto condividere i miei primi viaggi, le mie prime esperienze con un vero amico, nei primissimi anni ”90. Paolo Baruffaldi, questo il suo nome, lo conobbi ad un corso di ”espressione corporea” se ricordo bene, ideato da un”altro amico, Martino Chiorboli. Questo si teneva negli spazi dei civici in fondo a corso Porta Mare, sulla destra. Se la memoria non mi inganna, si tenevano il mercoledì sera, verso le 20 o le 21.
Ricordo l”imbarazzo delle prime volte, io ero poco più di un ragazzino, ma lanciatissimo nel voler conoscere gente più adulta di me, sentire le loro esperienze e magari, poter conoscere un po” di più il mondo, in quelle serate, si parlava, ci si conosceva, si ballava, non era male. Erano i miei 15 anni ed ero carico come una mina. Di quegli anni, ricordo bene la simpatia ed il sorriso pazzesco di Paolo, chiamato da tutti Pablo, della dolcezza e gentilezza di Sara a cui mi affezionai subito, rammento anche tanti altri di cui però, persi le tracce, Maura, Manfredo, Adriano che mi ricordava una cicogna con le sue lunghissime gambe magre, era un terapista Shiatsu se non ricordo male, poi c’erano Mirella e suo marito di cui ora mi sfugge il nome con il quale giocavo fingendo di saltargli addosso e lui, insegnante di Aikido, mi faceva volare morbidamente sui tatami con mio grande divertimento. Vi erano tante altre persone di cui però oggi, non rammento volti e nomi dal tempo che è passato, un quarto di secolo certo, nemmeno tanti, ma forse per uno come me che ne ha appena trentanove si, son molti. A pensare ad allora mi vengono in mente quelle mattine in cui l”amico Pablo, passava in piazzetta Corelli, mi chiamava che io ero ancora a letto e mi chiedeva se mi andava di fare un giro, domenicale per lo più, assieme a lui, come dirgli di no? Partivamo, a volte per gli appennini, a volte per il mare, a volte per la montagna ed una di queste volte fu quella che mi riportò in Tesino per la primissima dopo anni che non lo visitavo e da quando cioè, nel 1986 si concluse l”ultima stagione estiva da villeggiante. Ricordo anche quando attraversammo l’Italia in camper dall”Adriatico al Tirreno per poi rientrare in Emilia. Erano i tempi in cui la mitica cumpa di piazzetta Corelli iniziava a sparire, erano già, molti di loro, adulti ed accompagnati se non sposati e quindi fuori dal giro di quello che era il must degli anni ’70 ed ’80, le grandi compagnie. Il cambiamento era innescato ed un nuovo vento soffiava sulle vite di noi ragazzi di quegli anni.

Quelli erano anche gli anni delle pizzate alla Pizzeria LE AIE di Pontegradella, che oggi ho raggiunto per fotografare i tristi ruderi di quello che un tempo era un buon posto dove mangiare fra amici. Mi sono soffermato un attimo, avevo appena visitato la sepoltura dell”amico, dove ho lasciato tanti pensieri, un bel po” di ringraziamenti e tante scuse per non esserci stato quando magari, chissà, forse avrei potuto fare la differenza, o forse no. Quelle estati con lui sono segnate in me come la prima volta che un ragazzino gioca a pallone con suo padre, come una ragazzina che confessa il suo amore per la prima volta alla madre, ecco, in quegli anni così difficili per me, per via della situazione famigliare complessa in cui mi trovavo, ecco, Pablo fu per me un fratello maggiore e per certi versi anche un padre, potevo parlare liberamente con lui e lui stesso faceva altrettanto con me. Ci separavano parecchi anni, lui era dei ’60 ed io del ’76, ma questo non ci impedì di legare. Ma il trapasso di questo amico è solo l”apice di un periodo sfortunato che ha visto altre persone andarsene. Il primo fu Damiano, il mio parrucchiere ed amico che si tolse la vita nella sua bottega, per una forma acuta di depressione dissero, ci restai male perchè da uno come lui davvero non me la sarei mai aspettata. 15 giorni dopo, toccò a mio fratello, trovato privo di vita sulle mura di Ferrara a soli 42 anni, lo elenco fra le disgrazie di quegli anni seppur si trattò di morte naturale. Quattro mesi dopo a Massimo, mio buon amico e grandissimo amico di Pablo, si tolse la vita a Ferrara. Per ultimo Pablo stesso circa due anni dopo il 19 marzo del 2014. Tutti, tranne Matteo mio fratello, morti per decisione loro ahimè. In questo periodo di tempo, ho seppellito molti altri amici e parenti deceduti per malattie improvvise. Posso quindi ricordare il biennio 2012 – 2014 il più di merda di tutti i tempi, in assoluto. Che roba! Pensavo, li fermo davanti alla sede delle Ex Aie di Pontegradella, mi faceva un senso incredibile pensare a tutte queste persone che in un certo senso mi hanno aiutato anche a crescere e che ora non sono più qui con noi, le quali, mi piace pensarle già reincarnate in un nuovo ciclo di esperienze di vita. Il peso che avevo dentro si è alleggerito con questa visita, so che queste persone rimarranno sempre con me e la loro memoria con me non si andrà mai spegnendo. Spero un giorno di rincontrarle per qualche istante per capire, in quel momento cosa gli sia passato per la testa, a cosa pensassero. Questa è l”eterna domanda che rimane a chi resta qui, in questo inferno che noi chiamiamo vita, per come lo è adesso. Erano anni belli quelli, ero spensierato, più o meno, erano gli anni delle grandi amicizie, non esistevano ancora i cellulari e nelle case avevamo ancora i telefoni con la ruota. Forse oggi, per certi versi stiamo meglio con tecnologie come quelle degli smartphone e dei tablet, ma tutta questa modernità, ho notato che ha allontanato le persone sempre di più, piuttosto che avvicinarle. Sono soddisfatto di questo giro in bicicletta, mi ha tirato fuori molte emozioni che erano li parcheggiate da tempo, da anni, ed ora mi sento più leggero, però, cazzo, quanto mi machi amico mio!!!!!! Grazie di esserci stato nella mia vita, un giorno, mi piacerebbe raccontare delle nostre avventure ai miei figli…. Ora piove, finalmente, il preludio ad una settimana, la terza, che dovrebbe essere arroventata ed infernale….avanti pur!

Buonanotte a tutti!

Ciao caro amico…