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In quest’articolo, cari lettori, anziché parlare dei personaggi illustri della città o raccontare storie e leggende della tradizione ferrarese, faremo un giro turistico nel centro di Ferrara, andando a visitare il Duomo.

La cattedrale di Ferrara, dedicato a San Giorgio Martire, è il principale luogo di culto della città di Ferrara, nonché sede vescovile dell’Arcidiocesi di Ferrara – Comacchio. L’edificio sorge al centro della città, di fronte al Palazzo Comunale e a fianco della antica Piazza delle Erbe, poi ribattezzata piazza Trento e Trieste.

2Oggi la cattedrale non è più chiesa parrocchiale ma è ovviamente sede di tutte le celebrazioni più importanti della diocesi, dall’elezione del nuovo vescovo ai funerali solenni; in primavera, inoltre, all’interno della chiesa avviene la cosiddetta Benedizione dei Palii, ovvero dei quattro stendardi dipinti che costituiscono il premio delle quattro gare del Palio di Ferrara.

La costruzione del duomo iniziò a partire dal XII secolo, grazie al contributo di Guglielmo II degli Adelardi (1120-1185) che, con le sue ingenti risorse, nel 1135 finanziò l’edificazione dell’edificio, su concessione di Papa Anacleto II. A quel tempo la città si stava allargando sulla riva sinistra del Po e di conseguenza il baricentro della città si stava spostando verso Nord. La precedente chiesa di San Giorgio, ancora oggi chiesa parrocchiale, sorgeva infatti sulla riva destra del Po di Volano, al di fuori della cinta muraria, là dove era sorto il primo nucleo di Ferrara. Alla chiesa, di stile romanico-gotico come testimoniato dalla facciata, tra il 1451 e il 1493, venne aggiunto il campanile, progettato dall’architetto Leon Battista Alberti e mai completato, e l’abside, questo invece su progetto del ferrarese Biagio Rossetti.

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La basilica di San Giorgio fuori le mura

Osservando la facciata, in marmo bianco a tre cuspidi, si possono notare, logge, arcatelle, rosoni, finestroni strombati, statue e numerosissimi bassorilievi. Volgendo lo sguardo in basso a destra, si nota una statua di Alberto V d’Este, mentre a sinistra, un busto bronzeo di papa Clemente VIII è posto sopra una lapide che ricorda la presa di Ferrara da parte dello stesso pontefice. Sempre a destra, sopra la porta d’ingresso, vi è un curioso busto femminile molto antico, al quale i ferraresi sono molto affezionati. Si racconta che un certo Marco aveva fondato la città chiamandola con il nome di una fanciulla troiana che aveva recato con sé; il suo nome era “Madonna Frara” , ovvero Madonna Ferrara. Al centro, sopra il portone d’ingresso, si può ammirare un Giudizio universale, scolpito da ignoto in stile gotico, una statua della Madonna con il bambino e in basso due opere dello scultore Nicholaus: la Statua di san Giorgio, protettore di Ferrara, e le Scene del Nuovo Testamento.

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Una ricostruzione della distrutta Porta dei Mesi

Facendo due passi verso il lato sud si ha una vista della piazza.

Su questo lato, circa a metà, era presente un grande portale di entrata, demolito nel Settecento, che si affacciava lungo la via San Romano: era la Porta dei Mesi, chiamata così per via delle formelle, dei mesi appunto, che la decoravano. Oggi queste formelle si possono ammirare al Museo della Cattedrale, distante pochi passi dal duomo. Dopo aver dato uno sguardo all’esterno, è giunto il momento cari lettori di entrare dentro.

L’interno della chiesa, rifatto a causa di un incendio nel XVII secolo in stile barocco, si presenta suddiviso a tre navate con triplice transetto (per chi non lo sapesse, il transetto è quella parte architettonica che interseca perpendicolarmente, all’altezza del presbitero, la navata centrale).

8Al centro della navata principale, possiamo ammirare l’altare maggiore, opera di Celio Tirini. Ai lati dell’altare, troviamo, a sinistra, la tomba di Papa Urbano III (morto a Ferrara nel 1187) e a destra il busto del Papa Clemente XI.

Guardando invece sulla controfacciata si possono ammirare le statue dei patroni di Ferrara, San Giorgio e San Maurelio Vescovo, realizzate da Giovanni Marchiori nel 1746, le statue bronzee della Crocifissione e dei Santi Giorgio e Maurelio, di Niccolò Baroncelli (XV secolo) e infine il quadro Martirio di san Lorenzo del Guercino, del XVII secolo.

Passeggiando lungo le navate laterali si possono ammirare i quadri della Madonna in trono e Santi del Garofalo e della Vergine in gloria con le Sante Barbara e Caterina del Bastianino (XVI secolo). Proprio quest’ultimo, nel catino absidale sopra il coro, dipingerà l’affresco del Giudizio Universale (1577-1581), ispirato a quello di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Oggi molte opere provenienti dal duomo e da altri luoghi della città, sono custodite nell’ex chiesa di san Romano dove, a partire dal 2000, è ospitato il Museo della Cattedrale. Tra le principali opere, legate alla storia della Cattedrale vi sono le antiche ante d’organo, dipinte dal Cosmè Tura e raffiguranti L’annunciazione e San Giorgio e il drago (1469), la Madonna della melagrana (1409) di Jacopo della Quercia, otto arazzi, realizzati dal fiammingo Johannes Karcher (su disegni del Garofalo) che raccontano le storie dei due patroni di Ferrara, Giorgio e Maurelio, e infine le formelle duecentesche provenienti dalla Porta dei Mesi.

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