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Nel corso del Quattrocento, Ferrara è un crocevia di pittori e correnti pittoriche diverse, il cui influsso è alla base della scuola pittorica ferrarese, meglio conosciuta come Officina Ferrarese. I due più grandi artisti di questa scuola, che fecero di Ferrara una protagonista del Rinascimento italiano, furono Cosme Tura e Francesco del Cossa.

Francesco del Cossa
Francesco del Cossa

Cosimo Tura (1433-1495), meglio noto come Cosme Tura, considerato il fondatore dell’Officina Ferrarese, fu il pittore ufficiale dei duchi Estensi. Di origini umili, sulla sua vita di apprendista si hanno poche notizie. I primi documenti che lo riguardano sono datati al biennio 1451-1452, quando lavorò per la corte estense decorando alcune bandiere con stemmi estensi, per il Castello, e un elmo dato in premio al vincitore di un torneo. In effetti, nelle botteghe artistiche dell’età rinascimentale questi lavori erano all’ordine del giorno e rappresentavano, per l’artista e la bottega stessa, una fonte di sostentamento. Dalla metà del 1453 all’aprile del 1456 non si hanno documenti sulla presenza del Tura a Ferrara; l’artista è forse a Padova alla bottega di Francesco Squarcione (suo primo maestro), dove a modo di conoscere grandi artisti come Donatello e il Mantegna. Va ricordato che oltre a Squarcione ci fu un altro maestro nella vita di Cosme Tura: si tratta di Piero della Francesca, che l’artista forse incontrò direttamente a Ferrara nel 1458-59. Presso la corte estense, prima con Borso e poi con Ercole I, l’artista svolse diversi lavori, tra i più disparati. Oltre che valente pittore, fu scenografo nelle feste e nei tornei, decoratore di arredi, vesti, coperte e vasellame, e disegnatore di cartoni d’arazzo. Del periodo borsiano sono le grandiose ante dell’organo del Duomo di Ferrara, dove dipinse su un lato l’Annunciazione e sull’altro San Giorgio e la principessa. Per conto di Ercole I, succeduto a Borso, lavorò invece alle decorazioni di stanze, di studi e della biblioteca di Giovanni Pico della Mirandola.

Tra il 1469 e il 1471 Cosme Tura lavorò a stretto contatto con un altro grande artista della scuola ferrarese: Francesco del Cossa (1436-1478)  pittore quasi obbliato in patria perché vivuto molto in Bologna”. Lo stile di Francesco del Cossa si differenzia dal Tura nella maggiore pacatezza e duttilità espressiva, mentre gli somiglia nella corretta distribuzione dello spazio e nell’intonazione brunita della tempera. L’opera più importante del Cossa, di poco più giovane di Cosme Tura da cui assimilò le capacità figurative, sono gli splendidi affreschi della Sala dei Mesi di palazzo Schifanoia; di Francesco sono i mesi di Marzo, Aprile e Maggio mentre il mese di Settembre è attribuito ad un altro artista di stampo ferrarese, Ercole de’Roberti (1451 o 1456-1496).

Attraverso l’attività di illustri artisti, come il Cosme Tura e Francesco del Cossa, la pittura ferrarese acquisì una sua propria personalità nell’arte figurativa. Questi artisti ebbero la fortuna di formarsi nell’ambiente vivace e artisticamente produttivo della corte estense, aperta agli scienziati, ai letterati, ai musicisti e naturalmente ai pittori. L’eredità artistica dei maestri quattrocenteschi saranno poi recepiti da altri grandi artisti di formazione variegata, come il Garofalo e Dosso Dossi, aggiornati alle novità del Rinascimento romano e veneziano.

 Francesco del Cossa Trionfo di Venere, Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, Ferrara

Francesco del Cossa Trionfo di Venere, Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, Ferrara

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