Cosa si deve scrivere quando un amico, termina il proprio percorso su questo piano dimensionale e va oltre lasciandoci in un momento di incerta durata di sgomento e dispiacere?
Nulla di particolare, nulla di melodrammatico o di teatrale ma solo quello che ordina il cuore, i ricordi, i sorrisi e le risate assieme, quelle si che vanno dette, scritte e raccontate.

Questa sera voglio così ricordare un amico carissimo che proprio mentre scrivo, sta donando gli organi per salvare altre vite che, altrimenti, si sarebbero interrotte.
Roberto era uno di quei ‘vecchi’ amici di cui trovi il numero nella rubrica cartacea di quando ancora i cellulari non esistevano.

Ci siamo conosciuti oltre venti anni fa grazie ad amicizie comuni e subito è nato un legame, il mio interesse per astronomia, ufologia e paranormale era radicato anche in lui per cui, oltre ad avere una carissima amica in comune a cui entrambi volevamo bene, avevamo anche un mare di cose di cui parlare.

Le serate all’osservatorio di Anzùl a Sabbioncello a parlare di tutto, ma soprattutto di vita su altri pianeti, le cene da Roberto a Tamara di Copparo assieme a Sandro e Gianni, noti nell’ambiente dell’ufologia, sono i ricordi più lontani e sereni di lui, del mio amico.
Qualche rara serata in discoteca al mare – io non le ho mai potute sopportare per la troppa gente, ma qualche volta ci sono andato pure io da ragazzino – assieme a dei nostri amici , gli eventi mondani a cui mi sono recato assieme a Roby, perchè così lo chiamavamo.

In ultimo, dopo aver scoperto e conosciuto l’amico fraterno Sergio, edicolante della piazza di Ferrara, trovarlo li a fare due chiacchiere era ormai abitudine; si parlava insieme di politica, di questo assessore se non di quella situazione internazionale. Un po’ di tutto insomma. Erano momenti piacevoli.
Ieri la notizia, il sospetto e in pochi istanti la conferma, la persona di 57 anni che viaggiava in moto in zona Dozza di Bologna tamponata violentemente da un’autovettura e quindi sbalzato con forza a terra, eri proprio tu, Roberto Vannuccini, il mio amico di vecchia data.
I soccorsi arrivati – da quello che evinco dai racconti dei parenti – abbastanza tempestivamente, lasciano poche speranze, grave trauma cranico diffuso e alcune vertebre cervicali danneggiate seriamente e irrimediabilmente.
Dopo pochissime ore arrivano i primi resoconti. Morte cerebrale e destino certo. E così ancora una volta il film si ripete, la ruota gira e ci si prepara al peggio, questa volta, sicuro al 100%.

Nel pomeriggio di oggi, io, Simona e Sergio, tutti amici di vecchia data di Roberto, ci siamo recati al Maggiore di Bologna per portargli l’ultimo nostro saluto.
Gli infermieri gentilissimi ci hanno concesso un istante per salutarlo e dopo aver abbracciato l’anziana mamma, scossa e disorientata, siamo tornati a Ferrara con un po’ di silenzio prima e poi, trovando il coraggio di raccontarci tutte le cazzate che avevamo fatto con Roby.

Mancherai, manchi già a tutti noi vecchio amico, ma si sa che prima o poi, ci troveremo tutti nelle sale del Valhǫll a brindare tutti assieme.
Ti mando un pensiero di affetto e di gratitudine, a presto Roby.

Simone, Sergio, Simona e tutti gli altri…

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