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Ciao Gianni, amico mio!

Il tempo passa, corre imperterrito senza guardare in faccia a nessuno e oggi, dall”alto’ dei miei quasi 42 anni posso ritenermi sereno perchè quella paura di scappare alla morte, non c’è più, perchè ho intimamente compreso che nessuno ci sfugge.
Tanto vale farci pace ed amicizia e vivere al meglio e con serenità gli anni che abbiamo e che nessuno sa quanti siano.

Perchè scrivo questo? Perchè stamani, mentre mi apprestavo ad alzarmi verso le sei e mezza come mia consuetudine, scorrendo le ultime news di Facebook, ho letto una di quelle notizie che non si vorrebbero mai apprendere.
Un amico, una cara persona che mi conosceva più di quanto io conoscessi lui, un Tesino doc, è mancato ieri sera per motivi di salute.

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Ferrara e il degrado storico – Atto II

Non ricordo quante volte io abbia transitato per via delle Volte nei 42 anni di questa mia vita ma di certo diverse migliaia di ‘volte’.
Questa è una delle arterie medievali cittadine più antiche perchè attraversando quasi ininterrottamente (privatizzata e trasformata in cortili nel tratto che va da via Belfiore e via Giuoco del Pallone) la città da est a ovest, ha visto nascere Ferrara, dal periodo bizantino fino ad oggi.

Nel primo tratto, dal montagnone o ‘Baluardo della Montagnola’, si chiama con il nome di via Coperta e non possiede i caratteristici archivolti della sua parte centrale, il primo infatti lo incontreremo fra via Volta Casotto e via Belfiore. Nel tratto del centro storico prende il nome che tutti conosciamo di ‘Via delle Volte’ fino a Boccacanale di Santo Stefano in cui viene ribattezzata come via Capo delle Volte.

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A Venezia con Lele Vianello

Un mercoledì da ‘leoni’ quello appena trascorso assieme all’amico disegnatore Luca Pozza.
Da settimane ci stavamo organizzando per fare un amichevole blitz a Venezia a trovare un suo caro amico, nonchè uno dei disegnatori italiani più conosciuti in assoluto, Lele Vianello, amico a sua volta e braccio destro del leggendario Hugo Pratt, padre di Corto Maltese.

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Ricordando Stava

Era il 1985, le 12,22 e 55 secondi quando alla Val di Stava, i bacini di decantazione della minisera di Prestavel ruppero gli argini, questo permise a 180.000 metri cubi di fango di giungere sull’abitato di Stava, una frazione del Comune di Tesero, Trento.
Questo disastro provocò la morte di 268 persone.

La Valle di Stava venne sfruttata saltuariamente fin dal XVI secolo per la produzione di galena argentifera. Dal 1934, venne sfruttata da diverse importanti società minenrarie per l’estrazione anche della fluorite.

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Ritorno a Cima d’Asta

Erano tredici anni che non salivo lassù, in cima al tetto del mio mondo, Cima d’Asta.
Ieri, mi ci sono recato assieme al mio amico Gilberto che ha voluto seguirmi in questa impresa.
Quello che rappresenta per me questa vetta è qualcosa di difficilmente descrivibile, essa racchiude in se passato, presente e futuro, non è solo una montagna, come del resto tutte le Dolomiti, sono magici monumenti plasmati e distrutti dal tempo, antichi come la creazione, come chi li ha voluti proprio li in quei luoghi.

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Intervista alla scrittrice Monica Seri

D: Parliamo dell’autore/trice; chi è Monica Seri?

R: Eccomi qua, sono Monica, vivo a Pesaro e sono un’illustratrice.
Sin da bambina ero assolutamente sicura di voler dedicare la mia vita al mondo dell’arte; così è stato.
Ho sempre creduto essere il mondo dell’arte, dell’immaginario e della fantasia, il luogo adatto a me, dove poter essere me stessa senza giudizi di ogni sorta.
Sull’onda di queste sensazioni ho frequentato l’istituto d’arte della mia città, per poi diplomarmi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, nella sezione di incisione.

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Arrivederci Roberto!

Cosa si deve scrivere quando un amico, termina il proprio percorso su questo piano dimensionale e va oltre lasciandoci in un momento di incerta durata di sgomento e dispiacere?
Nulla di particolare, nulla di melodrammatico o di teatrale ma solo quello che ordina il cuore, i ricordi, i sorrisi e le risate assieme, quelle si che vanno dette, scritte e raccontate.

Questa sera voglio così ricordare un amico carissimo che proprio mentre scrivo, sta donando gli organi per salvare altre vite che, altrimenti, si sarebbero interrotte.
Roberto era uno di quei ‘vecchi’ amici di cui trovi il numero nella rubrica cartacea di quando ancora i cellulari non esistevano.

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Intervista al Consorzio di Promozione Turistica Tre Cime Dolomiti

D: Il Vostro Consorzio quando è nato? Mi racconta in breve un po’ di storia del Vostro ente?

R:Il Consorzio di Promozione Turistica Tre Cime Dolomiti nasce formalmente il 10 maggio del 1989 con il nome di Consorzio Turistico di Auronzo e Misurina. In realtà un consorzio esisteva già da parecchio tempo e si chiamava Consorzio Commercianti Auronzo. Parallelamente esisteva anche una associazione albergatori. Ecco che dalla fusione di queste entità, l’allora presidente del Consorzio commercianti Auronzo, Silvano Martini, divenne il primo presidente del Consorzio Turistico di Auronzo e Misurina. Dopo di lui i presidenti sono stati Lorenzo de Filippo Roia, Alberto De Filippo Roia, Piero Zandegiacomo De Lugan, Lorenzo Caldart e Paolo Pais De Libera attualmente in carica. I consiglieri a supporto del Presidente sono otto.

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Intervista alla scrittrice Federica Zanca

D: Parliamo dell’autrice; chi è Federica Zanca?

R: Sono Federica Zanca Dottoressa in Pedagogia e Naturopata Psicosomatico.
Vincitrice di concorsi per la scuola statale dell’infanzia, primaria e secondaria, dopo 25 anni di servizio continuativo nella scuola primaria lascio tutto per inseguire il mio sogno: lavorare con la libera professione e fare la Naturopata. Diplomata all’Istituto Riza di Morelli e specializzata in terapie olistiche di medicina naturale quali il craniosacrale, la riflessologia plantare, la digitopressione dinamica, il thetahealing, hot stone, cristalloterapia, linfodrenaggio, metamorfica e in percorsi di riequilibrio alimentare, lavoro nel mio studio di Bovolone. Collaboro inoltre con altri centri in Italia e tengo serate informative e formative su salute e benessere.

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“Pazzo o sensitivo? Approccio Interculturale all’anima.”

Spesso mi è capitato di parlare con persone che nella loro vita credono di avere avuto fenomeni di possibile natura spiritica, discutendo del fatto se quel determinato accaduto fosse paranormale oppure frutto della loro fantasia. Così ho colto l’occasione di trattare questo argomento nel mio prossimo libro, applicato al mio approccio interculturale alla realtà (www.air.education). In questo articolo vorrei dare un’anticipazione del lavoro.

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