Di Maria Capatti

E’ un libro facile, ma non semplice. Un libro che chiede di essere letto tutto d’un fiato. Un libro che non ha una trama complessa, se non quella dei primi quarant’anni di vita di un giovane uomo che delle “sue montagne”, dei “suoi monti” ha fatto una filosofia di vita.
Lo si potrebbe definire senz’altro un libro d’amore, una storia sentimentale non tra un uomo ed una donna, ma tra un uomo e la Natura, tra un uomo e la Montagna, tra un uomo e “Le vette dell’anima”.
Questo libro parla allora di emozioni: di quelle che prova ancora oggi chi scrive e di quelle che prova chi legge.
Ci sentiamo invitati a condividere i migliori ricordi dell’infanzia e non solo di un uomo che da quelle esperienze lontane nel tempo ha tratto un insegnamento fondamentale: la Montagna è un luogo sacro da rispettare.
E’ un racconto di viaggio che inizia addirittura nel ventre materno e che si sviluppa negli anni successivi durante i quali lo stupore del bambino è solo il prologo di quello che sarà lo stupore dell’adulto consapevole. E’ lo stesso Simone, Autore del libro, il protagonista della storia che con compagni di viaggio che volta a volta si susseguono, compie un percorso nella Valle del Tesino, graziosa area del Trentino, non distante dalla Valsugana, che si rivelerà un percorso interiore che lo metterà in grado di conoscere e conoscersi, di capire e capirsi, di amare e di sentirsi riamato dalla Natura in un rapporto che egli stesso definisce simbiotico.
Fin dalle prime pagine emerge l’amore profondo per il grazioso paese in cui l’allora bambino era solito trascorrere le vacanze estive in compagnia dei nonni materni. Attraverso frasi semplici, ma cariche di sentimenti attuali Simone ci descrive in modo assolutamente evocativo il suo mondo fatto di alberi, foreste, torrenti, laghi e natura incontaminata. E neve, tanta neve.
E il viaggio prosegue tra mille avventure e disavventure, tra amici persi e ritrovati, tra speranze e nostalgie, tra odori e profumi di bosco, legno umido, foglie bagnate, muschio, pioggia, resina…sembra proprio di sentirli…
Le accurate descrizioni coinvolgono tutti i sensi: la vista per ammirare la lucentezza del sole di giorno come la volta stellata di notte, l’udito per mettersi in ascolto del “piacevole rumore del silenzio”, il tatto per tastare la compostezza della roccia o del sentiero, l’olfatto per recepire tutti gli odori possibili e, infine, il gusto per assaporare con pienezza una bevanda calda unico ristoro durante un’escursione in solitaria.
Non ultimo, l’interesse per la Storia e le sue vicende nasce nell’animo dell’autore nello stesso momento dell’incontro con quelle terre misteriose e allo stesso tempo affascinanti; sono gli occhi di bambino che scorgono per la prima volta i trinceramenti per la fanteria e i forti blindati utilizzati dai nostri soldati durante la Prima Guerra Mondiale, un seme germogliato in seguito nella passione di storico e ricercatore.
E’ un libro malinconico? Forse.
E’ un libro con una morale? Sicuramente si. A ciascuno di noi il piacere di trovare la propria. Quella di Simone Zagagnoni è chiara e dichiarata.

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