E’ arrivato anche il momento di presentare il mio ultimo libro in Tesino. Decido così di organizzare la presentazione presso la Biblioteca Comunale paesana per il 16 giugno, ieri appunto.
Con un mese di tempo a disposizione, interfacciandomi con la mia editrice ed il buon Paolo Sordo, bibliotecario di Castello Tesino, organizzo il tutto, compreso il pernotto per me e la mia compagna presso il Garnì Canterbury dove Sonia, Alessandro e la loro figlia Caterina mi hanno sempre accolto come fossi della famiglia.

Siamo partiti in treno quindi venerdì questo, al pomeriggio, subito dopo che la mia lei ha terminato di lavorare, l’amico Antonio ci ha fatto da taxi fino in stazione dei treni dalla quale, in poche ore siamo arrivati a Borgo Valsugana.
Avvisata precedentemente, si era offerta una cara amica di Cinte Tesino, Antonella, di venirci a prendere evitandoci così il lungo viaggio in corriera fino in Tesino.
Dopo un veloce aperitivo defaticante al bar Roma dalla Sonia, siamo tornati ai nostri alloggi a San Rocco, la zona più bassa del paese. Ci siamo rinfrescati e poi siamo andati a vedere il tramonto nella parte più alta dell’abitato, Sant’Ippolito di cui nei miei precedenti articoli e video ho già parlato abbondantemente.
Nemmeno il tempo di fare una passeggiata fra gli antichi resti retici dietro al cimitero che la fame si fece insistente tanto da costringerci a scendere in centro per mangiare un boccone.
Successivamente, aprofittandone dell’oscurità ho portato la mia signora verso un locale che gestisce il sindaco e che per raggiungerlo si deve attraversare una strada di ‘campagna’ spesso ai lati popolata da lucciole di tutti i colori.

Ci siamo bevuti poi una cosa veloce mentre abbiamo chiacchierato con Ivan, il primo cittadino appunto nonchè mio caro amico per poi al termine, congedarci e recarci a riposare.
Il giorno dopo sarebbe stato impegnativo, ero indeciso se andare fino alla Cascatella ed il suo parco per poi proseguire per l’abitato di Coronini e rientrare al paese oppure trovare il modo di andare verso il Forte Leone e pranzare in malga per poi tornare, aiutati dalla gravità, a piedi verso il paese.

Alla fine, l’indomani (ieri poi) dopo aver illustrato attentamente le varie possibilità alla mia compagna di viaggio, abbiamo optato per andare a pranzo al Cacciatore in una delle più belle zone della valle, il Celado.

In compagnia della mia amica Antonella di Cinte Tesino

Dopo una mangiata pazzesca, da tony è sempre così, meglio andarci ‘molto’ affamati, ci siamo dovuti riposare un paio di ore prima di rientrare in paese e prepararci per la presentazione che sarebbe stata alle 20 e 30.
Un incontro veloce dopo esserci cambiati, con Fabio Franceschini, un amico di un po’ di anni fa che quella sera si era prestato per fare da moderatore ed aiutarmi a parlare del mio nuovo volume, tutto incentrato sul paese e sulle mie esperienze di vita in quel luogo durante l’arco dei miei primi quaranta anni di vita.

Giunti in biblioteca abbiamo atteso qualche minuto per consentire alle persone invitate di giungere alla sala dove si sarebbe svolto il dibattito fra me e Fabio.

L’incontro è iniziato con una bellissima introduzione da parte del mio interlocutore per proseguire in uno slalom fra ricordi e aneddoti degli anni da me vissuti come residente in valle.

E’ stato un tuffo fra mille ricordi per me importantissimi grazie ai quali ho potuto dare vita, anche grazie alla casa editrice Argentodorato di Ferrara, a questo testo che ieri sera ho presentato davanti a una trentina di persone che al termine della lettura del mio congedo al Tesino, scritto dopo il mio abbandono alla valle per gravi motivi famigliari nel dicembre del 2007, mi hanno salutato alcuni commossi, con un applauso scrosciante.

Stupenda è stata anche la visita della mia ‘fan’ numero 1, la piccola Anna che assieme alla mamma Sabrina è venuta a trovarmi e a seguire la presentazione.

Dare un contributo alla diffusione di queste terre che per la mia infanzia sono state un luogo protettivo era importante; la chiusura di un cerchio che da tanti anni era aperto e che con questo testo, si chiude definitivamente per lasciare spazio a nuove avventure e capitoli di un nuovo libro, chi lo sa?

L’abbraccio ricevuto ha ripagato in pochi istanti, anni di lavoro e di raccolta paziente di ricordi e dettagli che altrimenti, con il passare degli anni sarebbero andati perduti.
La serata è terminata con un po’ di bisboccia al bar Milano, fra vecchi amici, giovani ragazzi che ho visto crescere e persone di un po’ di tutte le età che sono venute a salutarmi.

Dopo una nottata di fresco riposo questa mattina, assaporando poi il gusto, ahimè amaro, del ritorno ci siamo presi un paio di ore per passeggiare in paese, in totale relax fermandoci a fare due chiacchiere prima con una persona poi con un’altra, raggiungendo il panoramico colle di Sant’Ippolito per un’ultima occhiata dall’alto alla verde vallata del Tesino.

Dopo un veloce ma gustosissimo pasto al ristorante del Garnì Canterbury siamo partiti verso Ferrara dove siamo giunti per le 18 in punto.

Un fine settimana all’insegna della lentezza e della natura nel quale ho potuto mostrare la mia seconda casa, quella fra i monti alla persona che si trova al mio fianco e alla quale voglio far conoscere la mia vita e tutto quello che amo e che fa parte della mia anima. Ci

torneremo dato che è stato un bel momento e chiaramente, anche per rinfrescarsi perchè si sa in montagna, si sta quasi sempre meglio che in città.

Ringrazio tutti quelli per cui questi tre giorni sono stati così particolari a partire da Teodora, tutto lo staff del Garnì Canterbury, compresi Giovanna e Pezza, Fabio Franceschini che ha moderato la serata in modo assolutamente professionale, Paolo Sordo della Biblioteca di Castello Tesino e tutti gli amici e le amiche che hanno partecipato alla serata di ieri e che l’hanno trasformata in un successo vero e proprio.

 

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