L'algebra della felicità

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AlgebrafinDomenico Ventriglia, docente, ricercatore ed attualmente coordinatore dell’area project manager della divisione digitale del Gruppo editoriale l’Espresso, pubblica, nel 2014, con la casa editrice ‘Nutrimenti’ il suo romanzo intitolato ‘L’algebra della felicità’.

Il libro, ci racconta la storia di tre personaggi, Maria, sua figlia Valentina e del figlio di quest’ultima, Darwin.
Le vicende narrate, sono ambientate nel quartiere popolare romano della Borgatella e in vari passaggi, l’autore riporta a galla quel sapore quasi dimenticato delle piazze e vie in cui molti di noi da ragazzini trascorrevano il loro tempo, giocando e girando in bicicletta.

Leggendo si assapora il piacevole aroma di ‘casa’ di questi ambienti, che le nuove generazioni a fatica potranno conoscere e che Ventriglia espone molto bene al lettore.
Il tutto, si permea poi con la realtà (di finzione letteraria) di una multinazionale che ha realizzato un software capace di calcolare vita e sogni della gente attraverso la informazioni reperibili in rete.

Grazie a questo progetto, chiamato ‘Sfera di Cristallo’ diventerà possibile calcolare l’identità di ogni individuo trasformandola in una lunghissima pagina di codici sorgente binari.
C’è un però, il programma, sofisticatissimo, non riesce a prevedere un unico essere umano, Darwin, ragazzino predisposto a livello genetico alla felicità.
Questo ‘elemento’ di disturbo va eliminato perchè con la sua peculiarità ha già contagiato i primi mutanti con il suo Virus della felicità rendendoli non calcolabili.

Romanzo molto scorrevole, a tratti tenero e divertente quello di Ventriglia in cui come si legge in altre recensioni, vige una realtà surreale, ironica che ci parla attraverso metafore, a noi e alle ossessioni della contemporaneità, che perde spesso di vista le cose importanti.

Sicuramente un libro da leggere e che non deve mancare nelle nostre librerie casalinghe.

Link alla Casa Editrice

6 Commenti

  1. Ho acquistato questo libro di recente.
    In primis mi è sembrato strano.
    Ho deciso quindi di prendermi un po di tempo perchè ero preso da mille cose, l’ho poi ripreso e mi è piaciuto talmente tanto che l’ho riletto una seconda volta.

    Non posso che suggerirlo.

  2. Cosa ti lascia la lettura di questo libro? Tra un sorriso divertito, situazioni paradossali e garbugli matematici, il libro riesce tuttavia a far riflettere e porsi domande sulla società di oggi….Da leggere!

  3. Ho letto il libro in due ore senza mai fermarmi, non è per tutti. Ne sono rimasta stordita come se avessi bevuto una bottiglia di vino. L’idea che la felicità sia un virus è affascinante. il finale non mi ha convinto completamente. Da leggere assolutamente

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