Intervista ad Alberto Bergamini

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Oggi sulla pagine di questo blog ospitiamo il sensei Alberto Bergamini di Ferrara.

A dirla tutta, Alberto è un amico di vecchia data, ci conosciamo da circa una ventina di anni e ho voluto dedicargli questa intervista per far conoscere anche ai miei lettori il percorso marziale e spirituale che in tanti anni di assidua pratica ha portato avanti.

Ciao Alberto e grazie di aver accettato questo invito.

D: Chi è nella relatà Alberto Bergamini e che origini ha? (un po’ di tua biografia)

R: Beh, diciamo innanzitutto che sono un “curioso”, fin da bambino sono stato attratto dall’insolito e dal sovrannaturale, infatti assieme a Topolino ed agli immancabili supereroi della Marvel leggevo avidamente gli inserti di Luciano Gianfranceschi e Giorgio Medail “Cronache del Mistero” inseriti nei giornalini “Intrepido” e “Monello” parliamo dei primi degli anni ’70… Successivamente il Giornale dei Misteri della Corrado Tedeschi Editore divenne una fonte di spesa mensile sottratta dalla mia paghetta. Sempre in quegli anni iniziai a comprare i primi libri di carattere esoterico, ovviamente sotto lo sguardo attento e vigile dei miei genitori che iniziarono ad nutrire il sospetto di avere in casa un piccolo “Hell boy”. Ricordo che, un po’ suggestionati dai miei timori notturni chiamarono il prete a benedire casa un paio di volte…

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Alberto Bergamini in versione ‘sensei’ durante una lezione

D: Alberto parliamo di arti marziali, con che disciplina hai iniziato il tuo percorso e perchè ti ci sei avvicinato?

R: Iniziai con Karate Goshin Do sempre negli anni ’70 o giù di li, con il grandissimo Sensei Stroscio Carmelo, ricordo che in quel Dojo l’atmosfera scivolava da una Ferrara antica (il Dojo era sito in via Bresavola, in uno stabile semifatiscente) direttamente fino al Giappone, l’aria era satura di fumi di incenso e una certa magia antica aleggiava nell’aria… Sull’onda dei film di Bruce Lee molti iniziarono a praticare Arti Marziali, ma in quel luogo, e sotto quel Maestro, solo i più “intenzionati” sostennero con serietà lo sforzo e seppero dividere lo scenico dal reale.

D: Sappiamo sia noi del blog che molti nostri conoscenti che la tua carriera ‘marziale’ è maturata fino ad arrivare al Ninjutsu, dicci qualcosa di questa disciplina, da dove arriva, e che tradizioni ha:

R: Possiamo chiamarla Ninjutsu o Shinobi Jutsu; in realtà parlare di Ninjutsu come arte Marziale è scorretto… diciamo che è un insieme di categorie o specializzazioni Marziali il cui scopo variava dal raccogliere informazioni (e magari diffonderne di false) al rubare documenti protetti in luoghi difficilissimi da espugnare… Il Ninja (o Shinobi no mono) era come lo 007 antesignano che inventava attrezzi per scalare mura inespugnabili o attendeva ore immobile in attesa di cogliere non visto il passaggio della vittima designata. Spia, Mercenario, Ladro, tutti appellativi che non calzano in modo veritiero ad un  personaggio di cui ancora oggi solo gli “addetti al mestiere” conoscono qualcosa. Si ricordano per l’aspetto vagamente inquietante, vestiti di nero e con il volto coperto sembravano compiere azioni straordinarie che avevano del magico, corse fulminee, sparizioni improvvise durante i combattimenti con l’ausilio di ” ordigni fumogeni”, un utilizzo di Mantra e Mudra (Vocalizzazione di “formule magiche” e gesti con le dita delle mani intrecciate in modo strano (ritualistiche usate nel Buddhismo Esoterico Shingon), assieme ad uno sguardo feroce ma glaciale facevano apparire il Ninja come un Tengu (demone della montagna) creando così il mito che ancora oggi fa un grande effetto.

D: Buddhismo esoterico Shingon, per noi profani, ti prego raccontaci di cosa si tratta, in cosa consta e come si inserisce in un’arte marziale come quella del ninjutsu:

R: E’ una sorta di sinergia tra filosofia e religione dal carattere rituale che utilizza dei “supporti” (Visualizzazione dei Mandala Taizokai e Kongokai, Mantra, ovvero vocalizzazioni di Jumon – Parole cariche di potere, e come dicevo prima, un intreccio delle dita atto a creare “canalizzazioni” energetiche utili a stimolare o inibire i Chakra a loro dedicati, per chi sa di cosa sto parlando ad ogni Chakra la moderna medicina ha scoperto il celarsi delle ghiandole endocrine dietro a questi “Chakra – vortici energetici”), il Ninja utilizzava questo sistema per indurre il corpo ad ottenere a comando o la produzione di un surplus energetico o l’inibizione degli stimoli della paura o della rabbia. In questi anni ho utilizzato i medesimi metodi, assieme al Bunryaku Heiho (Antiche strategie Marziali dei Ninja) per dare un supporto operativo per quanto riguarda la Karmanautica, (che se vogliamo è puro Ninjutsu speculativo) ovvero la gestione emozionale consapevole e la conoscenza predittiva nel rapporto di causa ed effetto nel quotidiano, molte persone trarrebbero vantaggio se fossero consapevoli che ad ogni azione corrisponde una reazione e sarebbero in grado di agire di conseguenza. Inoltre, Assieme al Prof. Antonio Di Bartolomeo sto dando alla luce il mio secondo libro sull’argomento dal titolo “Introduzione alla Karmanautica”, il tutto con la collaborazione di Pensiero Plurale, più che un gruppo una fucina di idee e cultura di altissimo livello. Del Prof. Di Bartolomeo ho anche collaborato per la stesura del libro “Introduzione al Pensiero Plurale, uscito il mese scorso ed edito da Este Edition.

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Alberto Bergamini durante una dimostrazione pratica in una delle lezioni della sua scuola di Ninjutsu

D: Il Karma, questa ‘specie’ di fedina penale dell’anima tanto discussa fra filosofi e studiosi delle materie spirituali. La karmanautica, come suggerisce il termine (da te coniato oltretutto come ci dici) sembra ci voglia spiegare come muoversi in questo ambito, in cosa consta effettivamente?

R: Come dicevo prima, insegna, attraverso sistemi di gestione delle emozioni più primordiali, come la rabbia o la paura ad esempio, a d agire consapevolmente per poter risolvere i problemi più comuni della vita quotidiana, chi non si arrabbia perchè non trova da parcheggiare, o chi non si amareggia per un comportamento scorretto di un collega di lavoro? (questi sono i problemi più comuni e semplicemente risolvibili) Ebbene, a volte lo stress che si accumula durante il quotidiano può essere tale da compromettere il delicato equilibrio tra corpo e mente (come insegna la medicina psicosomatica) e diventare depressione o ossessione compulsiva, dando origine a comportamenti aberranti o sproporzionati al problema stesso. Purtroppo le carceri a volte ospitano persone a cui è sfuggito il senso della realtà ed è stato PREDA del proprio comportamento.

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Il logo dell’Officina di Karmanautica

D: Da come ci rispondi, capiamo chiaramente che ti occupi anche di materie occultistiche (può andare bene come termine generico?), che ci racconti di quest’altro tuo interesse che oltretutto coltivi da molto tempo:

R: Ecco, sta tutto nella tua ultima frase ^_^ “Coltivo da molto tempo”, mi occupo di Esoterismo, Scienze Occulte, ma anche Cabala (intesa come mistica ebraica) Ermetismo, Alchimia, Scienze di Frontiera come Fisica e meccanica quantistica, (ovviamente di queste ultime, solo gli argomenti che fanno “da ponte” con le discipline citate, e sono tanti) Quindi i miei studi vanno da Evola a Bohm, e da Kremmerz a Heisenberg. Qualche anno fa ho scritto un libro dal titolo “Il Velo di Maya” – Corrispondenze e analogie tra Buddhismo, Cabala e Taoismo” Edito da Youcanprint in cui cerco di spiegare, attraverso il connubio tra queste antiche filosofie e le nuove scoperte della fisica quantistica, l’origine della creazione e come essa sia “matematicamente coerente” attraverso numeri costanti e algoritmi naturali. Il titolo dice tutto… “Il Velo di Maya” nome coniato da Schopenhauer, esprime tutta l’impermanenza e la “inesistenza” del nostro circostante… Definiamolo una conferma ben documentata dei temi citati nel film “Matrix”… 

Alberto Bergamini al lavoro su una delle sue creazioni
Alberto Bergamini al lavoro su una delle sue creazioni

D: Prima dell’intervista, ci mostravi oggetti di cui sei orgoglioso e che sono realizzati dalle tue mani, ci vuoi dire che sei anche un artigiano? Bastoni da passeggio, pipe, ecc ecc come hai scoperto questa tua predisposizione al lavoro manuale nello specifico della creazione di ‘cose’?

R: Si! Ho pure una vena “artistica” senza troppe pretese però… non voglio prendermi troppo sul serio ma è vero, lavoro legno e produco pipe in radica, bastoni da passeggio e da montagna, dipingo quadri (ho fatto tre collettive al Rivellino) e riproduco armi medievali (ma molto più di rado) potete vedre i miei lavori su http://labottegaarte.blogspot.it/

Bene Alberto, ti ho rubato fin troppo tempo, io ti ringrazio per la tua disponibilità e per le foto che ci hai concesso, a presto!

Alcuni link utili:

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