Maximilian Law
Maximilian Law

Ciao Maximilian, grazie di avere accettato il nostro invito e di essere qui su queste pagine.

M: Il piacere  mio.

D: La prima domanda che vorremo farti è relativa alla tua vita, chi è veramente Maximilian Law e che origini ha?

R: Sono un ragazzo molto semplice che ha avuto la fortuna sin da piccolo di avere le idee molto chiare su cosa fare nella vita e per tutta la vita. Sono nato a Ferrara, dove sono rimasto fino alla fine delle scuole superiori, poi sono rimasto semplicemente fedele a me stesso: ho seguito l’onda che mi portava verso il mondo professionale del cinema passando, con tanti sacrifici e tanti lavori saltuari, prima per Milano facendo tanto Teatro, poi Roma e infine Los Angeles. In realtà mi sono trasferito in California che ero già molto giovane, avevo 24 anni e, avendo sempre sognato ‘in grande’ la mia anima aveva bisogno di un posto dove mi sentissi a casa: e quel posto era Hollywood. Da lì non me ne sono più andato, anche se è una città difficilissima sotto certi punti di vista, ho trovato la mia dimensione. Los Angeles è una città un po’ folle ma con un’energia infinita, è un po’ come me he he he.

D: Quindi nasci qui all’ombra del Castello Estense prima di andare via e trasferirti a Milano e poi a Los Angeles; che ricordi hai di Ferrara e come l’hai trovata (so che recentemente ci sei tornato)?

R: I ricordi sono sempre rimasti indelebili e fortissimi, d’altronde il mio amore per il cinema è nato quando vivevo ancora a Ferrara. Nonostante non vivo più lì da tanti anni sono sempre rimasto in contatto con tantissimi amici, e molti di loro sono anche venuti a trovarmi a Los Angeles negli anni. Poi una cosa che mi rende altrettanto felice è il fatto che mi scrivono in tantissimi Ferraresi, condividendo la gioia di avere l’ambizioso Ferrara Film Festival alle porte. Ho passato di recente, nel settembre dell’anno scorso, due settimane intense in città (e in giro per l’Italia) nella preparazione del festival, e devo dire con grande orgoglio che ho trovato tantissime persone di altissima professionalità con cui ora felicemente collaboro, come per esempio tutti i membri della Ferrara Film Commission, Stileventi e tutti i membri istituzionali del Comune di Ferrara e di ASCOM.

D: Raccontaci di come sei riuscito a decollare (in tutti i sensi) verso la cittˆ degli Angeli, Los Angeles appunto?

R: Come dicevo prima, nulla succede per caso e senza sacrifici: lavori poco appaganti, lasciare il posto in cui sei nato verso un certo ignoto, cambiare totalmente cultura e abitudini. Certo, ci vuole anche un pizzico di fortuna, ma uno dei detti più vecchi del mondo qui calza a pennello: ‘l’organizzazione è metà dell’opera’. Ci sono voluti letteralmente anni per capire che cosa è Hollywood, che cos’è il cinema con la C maiuscola e come funziona questo complessissimo mondo in costante evoluzione. Come diceva Bruce Lee, devi essere come l’acqua, gentile, adattabile e durissima allo stesso tempo. Come ho fatto a decollare? Lavorando ogni singolo giorno verso un obiettivo specifico e senza tregua, quando sono caduto mi sono rialzato più forte di prima, ho fatto alcuni errori; umilmente gli ho accettati e ho fatto in modo di non ripeterli più, sono caduto di nuovo e mi sono rialzato ancora, ho ascoltato veramente me stesso e ho sempre ascoltato con altrettanta attenzione ciò che è attorno a me, ho imparato a rispettare i miei limiti e canalizzare ciò che funziona di più, ho imparato che, a differenza di tanti, è una perdita di tempo provare a fare tante cose tanto per fare andando un po’ a tastoni; mentre devi dare delle priorità alla tua vita scegliendo solo una cosa e farla come si deve. Come capire se sei verso la strada giusta? Il tuo cuore lo sa. Il tuo cuore non mente mai. Il cinema, quindi Los Angeles, è Arte e Business allo stesso tempo e ho dovuto trovare il giusto equilibrio per mandare avanti entrambe. Ma alla fine di tutto, ad oggi, posso dire che c’è solo una cosa che trovo essenziale: il non lamentarsi. Mai. Quando qualcosa non funziona, non guardo in faccia nessuno, stringo i denti, non mi lamento e aggiusto il tiro.

D: Quando sei arrivato in California, che ambiente lavorativo ed umano hai trovato? in che modo ti sei ambientato per i primi tempi?

R: Los Angeles è una città strana agli occhi di chi ci arriva per la prima volta. Io ho avuto la fortuna di avere dei membri della mia famiglia e degli amici che già conoscevo da prima. Ma la cosa affascinante è che, a differenza delle altre metropoli del mondo, più tempo ci passi, più si svela affascinante e ricca di sorprese. Chi viene qui da turista spesso rimane deluso perchè non ne coglie la vera identità, ma è una città in fondo molto generosa sotto un primo impatto intimidante. Ma chi la vive da ‘losangelino’ scopre che non sembra neanche la stessa città, e si ritrova in un posto magico. Lavorativamente, essendoci letteralmente la più alta competizione del mondo, devi essere veramente preparato e studiare tantissimo. In dieci anni ho visto passare tantissime persone che hanno cercato di improvvisarsi, sperando che a Hollywood succedesse qualcosa, ma nel 99% dei casi ho visto queste stesse persone ritornare da dove sono venute. Morale della favola? Studiare, studiare, studiare.

D: Raccontaci un po’ della tua carriera statunitense, com’è andata e come sta andando?

R: i primi anni ho frequentato le scuole di cinema principali, tra cui l’Actor Studio di Lee Strasberg e il Theater Of Arts a Hollywood e ho preso molte lezioni private dagli Acting Coach. Tuttavia la recitazione, per quanto amo e sempre amerò, non mi ha mai reso completo al 100%. Mi sono sempre sentito un ‘racconta storie’ e ho sempre sentito il desiderio di ‘creare’, quindi ho sempre scritto sceneggiature sin da quando avevo vent’anni e poi con il tempo, dopo aver scritto e prodotto alcuni cortometraggi e maturato una certa esperienza, ho trovato un socio altrettanto appassionato come me, Santiago Salviche (trasferitosi a L.A. dalla Spagna nel mio stesso periodo) e abbiamo creato una Società di Produzione chiamata ‘JustPressRec’, dove in poco più di 3 anni abbiamo prodotto più di 30 pubblicità per clienti di tutto mondo, oltre a produrre una serie TV, un reality show e altri sette cortometraggi, tra cui uno nel 2014 intitolato ‘Domani Sarà Un Altro Giorno’, che è stato in lizza (chiamata in termine tecnico la ‘shortlist’) agli Oscar di quell’anno. Lo stesso anno ho venduto ad un canale TV Nazionale americano due film che ho scritto e prodotto: ‘The Painter’ e ‘Engage’ (in quest’ultimo sono anche l’attore protagonista).
Ad aggi, con l’esperienza ancora più qualificata, mi sono messo in proprio con la mia nuova società chiamata ‘Perpetuus’ (dal Latino: perpetuo), dove mi dedico esclusivamente allo sviluppo dei miei film e del Ferrara Film Festival.

D: Stai girando dei film attualmente?

R: al momento no, ma sto raccogliendo fondi per il mio prossimo film: ‘Jack Zero’.

10399195_10153920842024197_4050003232004393058_nD: Recentemente sei arrivato sulle pagine dei giornali della tua terra natale per un progetto, il Ferrara Film Festival. Di cosa si tratta?

R: il Ferrara Film Festival è il primo festival del Cinema in Italia ‘made in America’, nel senso che sarà interamente organizzato e amministrato da Los Angeles. Si svolgerà dal 31 Maggio al 5 Giugno. Sarà un festival dove ci saranno 46 film in competizione (23 cortometraggi e 23 lungometraggi) provenienti da tutto il mondo, ma che hanno (sotto determinati parametri) uno stampo ‘hollywoodiano’. Per stampo hollywoodiano intendiamo dei film che hanno un potenziale commerciale, con un bacino di udienza molto vasto, che hanno un budget da un certo livello in su ecc. ecc.
Tuttavia un’altra cosa che rende unico il Ferrara Film Festival è che sarà strutturato in macro aree finora mai messe insieme ad un festival di cinema in Italia, ossia: Mostre e esposizioni (soprannominate Exhibitions), Workshop di formazione (Workshops) e eventi a tema (Events) tra cui uno spettacolo in Piazza Castello la sera di inaugurazione (31 Maggio) e l’assegnazione dei premi (I Dragoni D’oro) durante la cerimonia di chiusura del 5 Giugno, e molto altro.

D: State già realizzando delle ‘pellicole’ qui a Ferrara e in Italia?

M: il mio prossimo film, ‘Jack Zero’, scritto da me, ho intenzione di girarlo tra Los Angeles e Ferrara. Sarà un film su un supereroe, ma raccontato da un punto di vista molto unico, mai visto finora al cinema. Io avrò un ruolo secondario, dato che sarò anche impegnato come produttore, e stiamo cercando di convincere Keanu Reeves nel fare il ruolo del protagonista. Se i fondi arrivano per tempo, spero di farlo entro la fine dell’anno.

D: Per la città di Ferrara che impatto pensi potrà avere lo sviluppo e la crescita di questo interessantissimo progetto?

R: Per quanto riguarda il Festival, spero proprio abbia un’impatto positivo e di ulteriore slancio verso il panorama internazionale. Anche grazie al festival, Ferrara si sta piano piano facendo conoscere sempre di più nel mondo, la gente ne sta cominciando a parlare e siamo solo all’inizio. Ho progettato il festival rendendo il centro della città indirettamente protagonista con le strutture che useremo: la Multisala Apollo, il Teatro Nuovo, il Palazzo della Racchetta, il Palazzo Roverella e ovviamente il grandioso Castello Estense. Quindi spero proprio che tutte le attività del centro ne beneficeranno, anche perchè siamo arrivati qui per restare. Il Ferrara Film Festival si farà tutti gli anni.
Per quanto riguarda il film, oltre a le cose sopracitate, sarà un ulteriore mezzo per far trapiantare l’industria del cinema a Ferrara. Non nascondo che con il tempo e risorse dovute, mi piacerebbe che Ferrara diventasse una piccola succursale di Hollywood. Ma non ditelo a nessuno ancora, sennò la concorrenza si potrebbe arrabbiare hehehe.

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D: Presto ti rivedremo in città Maximilian?

R: mentre sto rispondendo alle tue domande sto letteralmente facendo le valigie. Arrivo a Ferrara giovedì 31 Marzo e mi tratterrò in Italia fino a metà giugno, a festival concluso. Quindi a prestissimo!

Grazie mille per averci dedicato il tuo tempo prezioso e speriamo di incontrarci per le strade della nostra bella città Estense.

A corredo di questa intervista, abbiamo posto una domanda anche al nostro Assessore alla Cultura, Massimo Maisto:

Assessore Maisto, vorremmo chiederLe il Suo punto di vista sul Ferrara Film Festival. Le chiediamo il Suo parere in merito e in che modo, secondo Lei, questa manifestazione potrebbe essere di aiuto per una città come Ferrara.

R: Ecco la risposta: il progetto Ferrara città d’arte e di cultura prevede di mantenere e rafforzare i principali eventi ormai consolidati della nostra città. Le mostre in primis, ma anche i grandi concerti di Ferrara Musica, i festival quali Internazionale-Buskers-Ferrara sotto le stelle-Capodanno. Ma il progetto prevede anche di aumentare il numero di eventi puntando ad avere qualcosa di interessante nella nostra città quasi tutti i weekend. Per fare questo abbiamo bisogno di nuove idee, di interventi e sostegno privato, di aumentare il numero degli organizzatori e di rafforzare i legami nazionali e internazionali. Il FFF mi sembra abbia tutte queste caratteristiche alle quali si aggiunge una potenziale spettacolarità che lo può rendere popolare. Per questo motivo penso possa fare bene alla città.

Grazie anche a lei Assessore.

Il sito ufficiale del Ferrara Film Festival

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