Ferrara: 1310 (2011)

Ferrara, città conosciuta da quasi tutti come la <<città Estense>>, gioiello del rinascimento, con i suoi palazzi, la sua Addizione Erculea, non può però nascondere un lato, il lato antico.
Prima dell’avvento della famiglia veneta che darà arte e cultura a Ferrara, la città esisteva da parecchi secoli almeno.
Questo documento di grandissima importanza ci piomba fra le strade di quella Ferrara medioevale in fase di cambiamento.
Stava maturando una prima forma di rinascimento, una signoria che avrebbe spazzato via tutte quelle tracce di un periodo, quello comunale che aveva dato la forza alla città di resistere nei secoli più duri ed impervi, il medioevo.

Questo scritto, riprende un Giuramento di fedeltà del 1310 che si tenne in città e riporta nomi e cognomi con relativi mestieri di chi viveva in città allora, 3470 nomi che fanno presumere una popolazione totale fra i 20.000 ed i 25.000 abitanti.

Famiglie come i Torelli e gli Adelardi non esistevano più e in queste righe troveremo ancora gli ultimi di alcune casate come i Ramberti, i Signorelli, i Bonlei che vennero citati da Riccobaldo nella Chronica Parva ma che non hanno probabilmente più potere.
Si sa che alcune di questa casate antiche aiutarono gli Estensi nella loro salita al potere fra la seconda metà del XIII secolo e il principio del XIV e che nella prima metà di questo vi furono diverse rivolte in città, proprio si crede, perchè la famiglia atestina volle decapitare probabili avversari o concorrenti.
Molte torri ed edifici furono atterrati e questo è l’elenco che ci è pervenuto delle varie ribellioni:

  • Costabili 1305 – 1306 – 1333 – 1353
  • Manfredino di Sassuolo 1306
  • Rainaldo de Marcharia (consanguineo degli Este) 1306
  • Ramberti 1306 – 1310
  • Turchi  1307 (ci furono 13 uccisi quindi si suppone sia stata una rivolta piuttosto diffusa)
  • Pagani 1307 – 1317
  • Fontana 1314
  • Menabuoi 1310 – 1314
  • Cavazza 1333
  • Gontardi 1333
  • Marazzi di Bondeno 1352
  • Gioccoli 1385

Nel testo del Giuramento troveremo diversi Estensi, segno che il loro potere era già radicato come la loro presenza in città dopo la traduzione in ceppi a Venezia di Salinguerra II de’Torelli capo della fazione ghibellina.
Questo testo ci da la dimensione umana di Ferrara, una città fatta di persone e non solo di palazzi i quali, possono essere visti come “contenitori di persone” e di vicende.
Le domande che ci siamo fatti in anni di studi appassionati sono semplici, chi viveva a Ferrara? Cosa  faceva? Come si svolgeva la vita in quelle strade? Cosa pensavano? Alcune di queste possono essere risolte solo con un po di fantasia, altre no,, grazie anche a documenti come questo che andremo a presentare in cui, i mestieri vengono illustrati, vengono illustrate le aree dove viveva questa gente e si riesce a intravedere quindi un quadro generico di una Ferrara ai primi del ‘300.
Con la ripubblicazione di questa lista, speriamo di aver portato un po di luce in un periodo che non  fu, proprio per gli stravolgimenti sociali e politici, felice.

Simone Zagagnoni

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