Spesso mi è capitato di parlare con persone che nella loro vita credono di avere avuto fenomeni di possibile natura spiritica, discutendo del fatto se quel determinato accaduto fosse paranormale oppure frutto della loro fantasia. Così ho colto l’occasione di trattare questo argomento nel mio prossimo libro, applicato al mio approccio interculturale alla realtà (www.air.education). In questo articolo vorrei dare un’anticipazione del lavoro.
Lo scopo non è assolutamente di verificare se quell’evento di presunta natura spiritica sia falso o autentico, ma quello di offrire un atteggiamento critico verso quel fenomeno e conoscere meglio alcune sue caratteristiche. In questo modo, ossia prendendo visione delle singole parti di cui è formato, è più probabile che la persona ottenga più chiarezza, verso sé stessa e l’ambiente circostante.
Premesso questo, scomponiamo l’evento spiritico, iniziando con un approccio interculturale, ossia citando religioni antiche e odierne molto lontane dalla nostra cultura. Trattare questi argomenti consente di distanziarci mentalmente, anche se per poco, dalle credenze attuali e di renderci più consapevoli delle nostre usanze e tradizioni.
Vorrei cominciare a parlare dell’antica Mesopotamia la cui visione di oltretomba, non era rappresentata dai cieli ma solamente dagli inferi, da non intendere “inferi” come lo concepiamo noi oggi. Essi erano descritti come una “grande città” (1) sotterranea, protetta da sette mura e da sette porte, governato da diverse divinità. Non era considerata come un luogo di punizione o di ricompensa ma piuttosto, rappresentava l’ultima meta ultraterrena degli spiriti che avevano ricevuto i giusti riti funebri dai loro familiari. (2)
Un’altra cultura molto interessante è lo shintoismo un’antica religione del Giappone presente ancora oggi, di tipo naturalista, basata sulla continua interazione e profonda armonia tra esseri umani, natura e divinità celesti. Tradizionalmente i fedeli credono nell’esistenza di più dei e l’universo per loro è l’unica realtà, nel senso che non distinguono il mondo terreno dall’oltretomba. In questa religione, tra l’altro, l’inferno non esisteva fino al VIII secolo, ossia fino a quando lo shintoismo non entrò in contatto con il buddismo, definendo la presenza di un luogo di punizione chiamato Jigoku. (3)
Con questi esempi vorrei esporre alcune considerazioni che mettono un po’ in discussione il nostro sistema culturale, spesso utilizzato nell’interpretare eventi di possibile natura spiritica. Nella religione shintoista come in altri tipi di credenze, si sostiene che non vi sia una netta distinzione tra l’Aldilà e il mondo terreno, ma tutto fa parte del cosmo, in un’unica realtà.
Inoltre, tra gli esempi riportati, ho voluto parlare anche dell’inferno. Nella Mesopotamia, esso è stato concepito in modo differente rispetto a come noi lo consideriamo oggi oppure nello shintoismo l’inferno è stato introdotto con l’influenza del buddismo. Questo per far capire come si possono avere differenti interpretazioni rispetto allo stesso argomento e di come una religione possa condizionarne un’altra.
Oltre all’approccio interculturale appena esposto, trovo indispensabile trattare anche aspetti storici del mondo occidentale, poiché ritengo importante che conoscere l’origine di alcune credenze della nostra cultura possa mettere in dubbio la spiegazione che diamo a fenomeni di presunta natura spiritica.

James George Frazer

Ad esempio secondo l’antropologo J. G. Frazer la nostra cultura occidentale ci insegna, fin da piccoli, ad avere paura dei fantasmi (4) e si pensa che la causa risalga nell’età classica, in concomitanza a problematiche socio-economiche. (5) A prescindere da questo fattore comunque la credenza negli spiriti, in particolare in quelli malvagi, è sempre stata presente fin dall’antichità, ma non con le stesse figure concepite attualmente. Nello specifico la civiltà della Mesopotamia e Sira hanno contribuito a formare il concetto occidentale di Diavolo, probabilmente per il loro modo di vivere violento. Da questo stile di vita, nacque una ricca cultura sulla demonologia che ha fortemente influenzato le religioni ebraiche e cristiane. (6) Infatti nel medioevo, la religione cristiana accettò l’angelologia e la demonologia nelle proprie credenze, favorendo un numero elevatissimo di possessioni demoniache ed esorcismi.
Un altro campo che è necessario tener conto e che permette di assumere un atteggiamento critico verso le nostre interpretazioni, è l’approccio alla psicologia. In questo articolo non voglio soffermarmi sulle varie psicopatologie che potrebbero celarsi dietro alle nostre credenze, ma citare alcuni aspetti della nostra mente che potrebbero trarci in inganno verso questi fenomeni “particolari”. Capita spesso che il nostro cervello di fronte a stimoli molti confusi, possa mettere in atto un suo modo di “costruire” la realtà. Nel guardare le nuvole, ad esempio, possiamo vedere un gatto, un cuore, un angelo ecc., questo effetto in psicologia

Un simpatico effetto di pareidolia

si chiama pareidolia. (7) Essa è la tendenza a trovare un significato a un segnale ambiguo ed è talmente forte che una volta che si inizia a vedere una particolare immagine diventa poi molto difficile vedere qualcos’altro. Questo meccanismo può spiegare tanti fenomeni, tra cui ad esempio quando si ha l’impressione di ascoltare messaggi spiritici, rumori anche registrati; oppure la pareidolia viene messa in atto di fronte a macchie di umido sul muro interpretando come una “visione” di volti sacri. Un altro fattore da considerare è la memoria. Uno degli errori più diffusi sta nel sopravvalutare la nostra capacità di ricordare senza tener presente che essa può essere soggetta a distorsioni delle informazioni riguardo a quell’evento. La memoria, inoltre, può essere anche selettiva, ossia cerchiamo di ricordare solo alcune cose e ne ignoriamo altre, favorendo l’idea che ci sia accaduto un fenomeno paranormale quando invece non lo è.
Un altro campo che a mio avviso bisogna trattare, perché indispensabile per comprendere meglio la realtà circostante, è l’approccio alla fisica, in particolare quei fenomeni fisici che potrebbero essere fraintendibili con eventi di possibile natura spiritica. Io ovviamente non ho competenze in questa materia, per cui ho dovuto intervistare due fisici dell’Università di Fisica di Bologna e in questo articolo ne riporto solo alcune parti. Innanzitutto le forze fisiche tali per cui gli oggetti si potrebbero spostare da soli senza contatto fisico, potrebbero essere la forza elettromagnetica e la forza di gravità. La forza di gravità agisce tra tutti gli oggetti dotati di massa, ed opera un’attrazione fra di essi senza che ci sia alcun contatto (questo perché la presenza di massa modifica le proprietà dello spazio circostante). La forza elettromagnetica si manifesta quando c’è carica elettrica e/o campo magnetico. Campi magnetici sono generati da magneti (permanenti come la classica calamita o elettromagneti) oppure da correnti elettriche.
Un altro aspetto trattato riguarda il funzionamento degli elettrodomestici che abbiamo in casa. Questi dispositivi, come la televisione, la radio, il telefono e il computer, si possono accendere da soli, i contatti e i difetti di fabbricazione possono portare anche a questi effetti. In questo non c’è niente di soprannaturale, sono difetti rari ma esistono! Nei film sul soprannaturale, infatti, fanno vedere che la televisione continua a rimanere accesa anche se si stacca la spina, ecco questo non può accadere nella realtà perché la TV ha bisogno di energia per rimanere accesa.
Per alcuni lettori questi argomenti possono essere abbastanza scontati ma per altre persone invece la disinformazione di alcuni banali fenomeni fisici, possono incrementare determinate fantasie e spiegazioni distorte. (Per ulteriori approfondimenti consultare il CICAP).
Infine l’ultima variabile che vorrei tener presente è quella relativa al paranormale. Sono consapevole del fatto che l’esistenza degli spiriti non è scientificamente provata, ma proprio perché la scienza non ha scoperto tutti i fenomeni nell’universo, che considero comunque la probabilità, anche se minima, che possono esistere le cosiddette entità.
A prescindere da questo, concludo, sottolineando ancora una volta, che il lavoro che sto svolgendo non è per verificare se quell’evento è falso o autentico, ma quello di offrire un atteggiamento più critico verso sé stessi e l’ambiente circostante, considerando una certa pluralità di approcci. Questo perché capire di quali aspetti e fattori è formato un problema ci permette di vederlo meno ingigantito, poiché prendiamo visione delle singole parti e non nel suo insieme.

Dott.ssa Erika Brandalesi
Ricercatrice in psicologia interculturale

Note

1 – Ascalone E.,2005, p. 267.
2 – Bottéro J., 1996, p. 95.
3 – Jansen M., Kamakura I., Collcutt M., 1993, p. 58.
4 – Frazer J. G., 2016, p. 15.
5 – Finucane R. C., 1997, p. 21.
6 – Russell J. B., 1989, p. 46-50.
7 – Polidoro M., 2000, p. 167.

Bibliografia

Ascalone, E., Mesopotamia Assiri, sumeri e babilonesi, Mondadori Electa, Milano, 2005.
Bottéro J., Dai sumeri ai Babilonesi. I popoli della Mesopotamia, Universale Electa/Gallimard, Trieste, 1996.
Finucane, R.C., Fantasmi. Apparizioni e trasfigurazioni culturali. Avverbi Edizioni, Roma,1997.
Frazer, J. G., La paura dei morti nelle religioni primitive, Il Saggiatore s.r.l., Milano, 2016.
Jansen, M., Kamakura, I., Collcutt, M., Atlante del Giappone, Edizione De Agostini, Novara, 1993.
Polidoro, M., Il sesto senso. Strani fenomeni di vita quotidiana, Edizioni Piemme, Asti, 2000.
Russell, J. B., Il Diavolo nel mondo antico, Editori Laterza, Roma-Bari,1989.

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