gilberto che ci mostra il 'Prato di San Domenico'
Gilberto che ci mostra il ‘Prato di San Domenico’

Quando questa mattina mi sono alzato, visto il sole e la temperatura piuttosto primaverile, avevo capito che sarebbe stata una giornata interessante e piacevole.
Così, svolti tutti i miei impegni lavorativi al pc, mail, qualche preventivo oltre ad un’occhiata ai social network, mi organizzo per alcune commissioni, in primis il caffè in piazza, stamani ci stava proprio e quello di quel famoso bar sotto al Palazzo Municipale è particolarmente buono.

Incontro li l’amico Gilberto con cui condividerò il tragitto per le Poste centrali ma solo dopo essere passato dal mio edicolante di fiducia, Sergio, accanto al volto del Cavallo, che non scordo mai di andare ad importunare se sono in zona.

La troppa clientela accorsa ad acquistare quotidiani in quell’istante mi impone di lasciarlo alle sue faccende lavorative e quindi, io e Gilberto ci incamminiamo verso viale Cavour.
Spedisco il mio pacco e poi mi trovo libero da impegni, così chiedo al mio compare di fare due passi per il centro per scattare qualche fotografia.

Era tanto che non facevo il turista a casa mia e in una mattinata così, con quell’aria primaverile, non potevo dire di no a quel desiderio di riscoprire ancora una volta la mia città.

La prima tappa è stata al tempio di San Domenico, quindi poco distante.
Chiesa di origini duecentesche (4 marzo 1274 per l’esattezza), venne abbattuta e riedificata attorno al 1726 per opera dell’architetto Vincenzo Santini.
Del vecchio edificio, forse per lo stato di conservazione ancora ottimale vennero risparmiati l’antico campanile e la primitiva struttura absidale che oggi ospita la cappella dei Canani eretta nel XV secolo.
Dove oggi poi vediamo l’imponente struttura absidale si trovano ancora quegli edifici conosciuti come le ‘Crocette di San Domenico‘, erette assieme alla primitiva chiesa; esse furono utilizzate come sede dell’Università, della Corporazione degli Artisti e Medici dal 1397, poi delle lettere, delle scienze naturali, di medicina, di astronomia e matematica.

Un altro lato della piccola selva dinnanzi alla chiesa.
Un altro lato della piccola selva dinnanzi alla chiesa.

Presso questo complesso religioso, aveva anche sede il Tribunale della Santa Inquisizione ove si tenevano tutti i processi giudiziari, condanne e spesso le esecuzioni capitali.
Un’antica tradizione, quella del Chiozzino, riporta che un diavolo di nome Magrino lasciò la sua impronta su di un portale laterale della chiesa.

Nel XVIII secolo la chiesa come abbiamo già detto venne parzialmente demolita e ricostruita.
La facciata, imponente, è un esempio molto raro di architettura barocca ferrarese.
La possiamo ancora osservare in tutta la sua magnificenza, realizzata in cotto, suddivisa in due ordini scanditi di lesene corinzie, queste, separate poi da un marcapiano e sormontati da un grande timpano trinagolare.

Andrea Ferreri nel 1722 dotò alcune nicchie di diverse sculture di santi domenicani.
Al centro, nella sezione superiore vi troviamo una grande finestra balconata.
L’interno di questa chiesa si presenta ad una navata unica dotata di cinque cappelle per lato, presbitero e coro.
Sempre dentro, possiamo trovare affreschi di Gerolamo Gregori e Giuseppe Filippi e nelle dieci cappelle sono custoditi dipinti dello Scarsellino, Carlo Bononi, Francesco Pellegrini, Gaetano Gandolfi e Francesco Parolini.

L’altar maggiore, ricco di marmi pregiati è opera delle sapienti mani del veronese Pietro Puttini.
Dietro ad esso il bellissimo coro ligneo del 1384 che assieme a quello della Basilica di San Pellegrino Laziosi di Forlì è uno dei più antichi della regione.

Nella quinta cappella di sinistra possiamo osservare un affresco preziosissimo con la ‘Madonna della Speranza‘ risalente al XIV secolo che era presente già nella primitiva chiesetta duecentesca.
Preziosissimo anche il monumento funebre al medico anatomico Gian Battista Canani (1515-1517) mentre in gran parte della pavimentazione della navata possiamo vedere una serie di lastre tombali del ‘700 facenti parte di alcune delle più notabili famiglie ferraresi.

Purtroppo anche se ho scritto come se si potesse accedere tutt’ora a questo meraviglioso tempio, ciò non può essere in quanto poco utilizzata già da diversi anni ma definitivamente chiusa dopo il terremoto del 2012.

Guano ed erbacce.
Guano ed erbacce.

Io e il mio amico siamo rimasti sconvolti da come l’incuria del suo sagrato accolga chi gli passa dinnanzi, erba alta e cespugli senza un minimo di controllo, per non parlare del portale pieno di guano di piccioni che fanno i loro comodi indisturbati, similitudini che troviamo con lo stato di abbandono del ‘Pantheon ferrarese‘ ossia la basilica di San Paolo di cui mi sono interessato già alcuni anni addietro.
L’erba qui a San Domenico cresce anche sui muri e sui  coperti, mettendo a rischio la struttura ed esponendola ad infiltrazioni che potrebbero danneggiare i suoi interni e la sua stabilità.

Ci siamo chiesti come sia possibile lasciare in balia di se stessi certi monumenti così importanti per l’identità cittadina, queste sono le nostre radici, questi sono luoghi sacri, (certo, per chi ci crede) e importanti per un interesse turistico.
In questi anni, mi sono permesso di fermare molti giovani turisti i quali si sono espressi con delusione e rammarico per aver trovato così tanti monumenti chiusi e quindi inaccessibili, basti pensare al bellissimo Palazzo Massari e a Schifanoia che a breve chiuderà per riaprire…si spera fra qualche anno.
Mi spiace davvero parlare male della mia città ma serve una doccia fredda perchè Ferrara si sta spegnendo sempre di più al contrario di quello che le amministrazioni e certi cittadini sostengono.
Attività commerciali che chiudono, turismo sempre più mordi e fuggi e sempre meno attenzione verso il patrimonio culturale ed artistico, non faranno che anestetizzare ancor di più la mente dei ferraresi già sopita di suo.

Il portale abbandonato
Il portale abbandonato

Delusi e scossi, abbiamo proseguito la nostra passeggiata verso piazzetta San Nicolò, altra zona storicamente densa di vicende ed edifici.
E anche qui la scena è stata abbastanza triste anche se diversamente squallida rispetto a San Domenico.
Sulle panchine dinnanzi ad un locale incluso in una porzione della medievale chiesa oggi ovviamente sconsacrata (locale al momento chiuso per via dell’orario), vi erano alcuni rumeni (o russi?) ubriachi fradici che parlottavano fra di loro nella lingua originaria (senza sottotitoli), accanto a loro, si e no dieci metri poco più in la, dinnanzi a quella che una volta era la facciata con l’ingresso, abbiamo visto un mucchio si rifiuti, accanto a dei cassonetti che rendevano il tutto molto deprimente.

Dall’altra parte della piazzetta, su un’ulteriore panchina, altri due personaggi che erano già belli comodi con le loro birre in mano alle 9 e 30 del mattino e diverse già scolate ai loro piedi, ma questi soggetti ed i loro ‘colleghi’ russi (o rumeni che fossero non ci importa…) non sono il vero problema, se non danno fastidio a nessuno, vada. Il problema è che tutto il quadro di insieme non va. Possediamo angoli di questa nostra meravigliosa città che sono totalmente abbandonati, lasciati a se stessi, valorizzati male e il cittadino non li ‘usa’ più.
Ormai i luoghi di aggregazione sono il sistema di piazze attorno alla Cattedrale e qualche tratto di via centrale, riga. Basta spostarsi di 30 metri e trovi il deserto!
Deve essere il Comune, l’amministrazione a studiare soluzioni affinchè la gente possa recarsi in questi ambienti e scoprirne le meraviglie storiche che magari nemmeno conoscono, ma sembra che i problemi siano altri (che indubbiamente in certi casi ci sono…).
Viviamo in una città che definirla una ‘piccola Firenze‘ sarebbe per alcuni anche riduttivo, una città che se sfruttata al 100% darebbe da mangiare, non dico a tutti, ma di certo a molti più di quelli che oggi possono trarne vantaggio.
Eppure non mi sembra che si facciano grandi cose.

Nel 2011-2012 si iniziarono anche i lavori per le indagini archeologiche ed il recupero del Baluardo dell’Amore, al quale io sono particolarmente affezionato (c’era il mio asilo, la Bianca Merletti!), finiti gli scavi, e sgomberata l’area, rimanevano le strutture di quello che era il rivellino e la sua porta, sul cancello della recinzione del cantiere si trovavano le immagini di quello che sarebbe dovuto diventare il progetto inizialmente. Un accesso frontale interno dalla città e due belle rampe in galleria che consentivano l’accesso o l’uscita mettendo così in comunicazione sottomura e interno città.

Era sabato 12 ottobre 2013 quando alcune autorità aprivano alla cittadinanza il cantiere e davano in pasto ai cuori della gente la speranza di vedere presto finito questo angolo, mostrando il progetto per quello che era, una bella idea!
Oggi il cantiere è pieno di erbacce qua e la, le recinzioni sono in alcuni punti ‘accasciate’ come se qualcuno avesse tentato di accedervi (figurati se non ci hanno provato…) ed è tutto la, fermo, così come a tre anni fa.
In un articolo del 2012, si parla anche di un appalto di 514.000.00 euro per i lavori di recupero del Baluardo dell’Amore – 2 Lotto 1° stralcio in cui si legge: “L’intervento prevede il recupero e il restauro del Baluardo dell’Amore (fra via Baluardi e via Porta D’Amore) e l’area di cantiere comporterà un parziale restringimento della carreggiata della via Baluardi, con il rifacimento delle rampe pedonali di accesso al sopramura. La durata dei lavori e prevista in 270 giorni consecutivi.”
Mezzo milione di euro per sterrare delle strutture murararie e fare due rampe in terra battuta? Mi sembra decisamente un po’ tantino, magari mi sbaglio, ma il dubbio mi resta….
Perchè gli amministratori non dicono nulla in merito? Son sempre ‘cosucce’ che attirerebbero turisti e che aiuterebbero i cittadini a trovare la voglia di ‘riprendersi’ le mura perchè oggi come oggi di certo dopo l’ora del tramonto non sono più dei cittadini ma di chi le usa per lo spaccio (e dei loro avventori, gli dei li strafulminino! ndr).

Scusatemi ma se questo non è degrado, allora non so cosa si s’intenda per questa parola!

Dopo aver fatto queste considerazioni e aver fatto arrivare l’ora di mezzogiorno, ci siamo concessi un veloce aperitivo e poi via per la strada di casa a mangiare qualcosa.
Credo che dopo questa prima puntata, andremo a occuparci di altre questioni ‘sospese’ sui monumenti ferraresi, questioni che verranno portate alla luce e trattate ampiamente in questo spazio, come è giusto che sia.
Basta silenzi, menefreghismo ed omertà…

LINK UTILI:

http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=5137
http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=6625
http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2013/07/18/news/i-lavori-sulle-mura-1.7440069
http://www.ferrara24ore.it/news/ferrara/008340-un-parco-valorizzare-ritrovamenti-archeologici-al-baluardo-dellamore
http://www.ferrara24ore.it/news/ferrara/009844-9-mesi-restauro-del-baluardo-dellamore
http://www.listonemag.it/evento/baluardo-dellamore-cantiere-aperto-di-un-tesoro-nascosto/
http://www.telestense.it/dentro-le-mura-estensi-il-baluardo-dellamore-20131012.html
http://www.telestense.it/i-segreti-del-baluardo-dellamore-20131008.html
http://www.estense.com/?p=333910
http://www.estense.com/?p=453708

BIBLIOGRAFIA UTILE:

Descrizione delle pitture e sculture della città di Ferrara di Carlo Brisighella
Piazze e strade di Ferrara di Gerolamo Melchiorri
Memorie storiche delle Chiese di Ferrara e de’ suoi borghi di Giuseppe Antenore Scalabrini

5 Commenti

  1. Ottimo articolo! Finalmente qualcuno che si indigna per questo stato di abbandono che c’è in cittá!
    Abbiamo cosí tanto attorno a noi ma ce ne freghiamo.
    Vi prego continuate a scrivere articoli di questo tipo!

  2. Un interessante spunto di riflessione sig. Zagagnoni.
    Ferrara è una città, meravigliosa, sopita un po’ come i gatti…con due zampe sta di quà e con due stà di la, metafisica, magica, misteriosa.

    Il suo ‘spronare’ sarà di certo utile alla città. Buon lavoro!

  3. Amo Ferrara e la visito almeno due o tre volte l’anno. La settimana scorsa sono entrata a Palazzo Schifanoia, molto interessante, e ho notato, nel cortile interno, dopo la biglietteria, un cestino portarifiuti pieno zeppo. Era venerdì pomeriggio, non so quando venga vuotato, sicuramente non spiccava per eleganza di fronte ai maestosi alberi e al sublime glicine del parco. Peccato!

    • Salve Marina, grazie per aver aver visitato la nostra bella Ferrara.
      Purtroppo quello che ci segnala è un po la norma, per non parlare delle zone cittadine completamente sprovviste di cestini!
      Ferrara è in mano in primis a una cittadinanza disinteressata e di conseguenza a degli amministratori……

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