Oggi mi sono recato a Bologna per lavoro. Ho dovuto incontrare un possibile clientee nel frattempo, dato che la conosco molto bene ne ho aprofittato per portare in molti negozi del centro storico un po’ di cartoline pubblicitarie del mio studio.

Innanzitutto, oggi era una bellissima giornata anche se frescotta, ma siamo in gennaio e ci sta.
In seconda io adoro Bologna perchè è davvero una bella città, grande, ricca di storia, monumenti e cultura e con una buona ‘energia’ e quindi ogni tanto andarci per me è un toccasana.
Dopo una buona colazione a base di cornetto e caffè in via dell’Indipendenza, mi sono portato in centro, oltre via D’Azeglio, proseguendo lungo la via dei Carbonesi per passare dove attorno al XII secolo i Torelli poi Salinguerra avevano le loro case, poi a sinistra lungo via Tagliapietre e dato che non era ancora l’orario di apertura dei negozi, sono entrato nella chiesa del Corpus Domini nella speranza di poter vedere la salma incorrotta della Santa Caterina Vegri, che per l’appunto si trova in questo luogo santo dal 1463.

Non riuscendo a trovare aperta la cappella a lei dedicata, mi sono dovuto accontentare di visitare la chiesa per poi iniziare a fare la ‘spola’ per tutti i negozi tornando verso il centro, selezionandoli molto attentamente per non buttare al vento dei depliant o per non seccare casomai entrando durante una vendita. In totale avrò visitato oltre 200 negozi fra mattinata e pomeriggio e nella quasi totalità dei casi, chi trovavo all’interno sfoggiava un sorriso e addirittura ringraziava me per aver portato i volantini, quando chiaramente sono io il rompiscatole e devo ringraziare io per lo spazio concessomi.
Ero allibito.

Addirittura una signora, in zona Santo Stefano, stava aprendo il suo negozio di scarpe quando mi sono avvicinato scusandomi e porgendogli un piccolo quantitativo di depliant. Mi ha chioesto di cosa mi occupavo e appena compreso, uno lo ha messo in borsetta per il marito che ha un’azienda. Mi ha chiesto di dov’ero e raccontandomi di alcuni suoi zii di Ferrara mi ha invitato a prendere un caffè al bar accanto. Nemmeno mi conoscesse da anni.

Ho trovato una cordialità ed una giovialità anche nelle espressioni dei passanti che davvero non credevo.
Ciò mi ha lasciato stranito perchè la setimana scorsa ho fatto la stessa procedura per le vie di Ferrara e non ricordo di aver visto nemmeno un sorriso, tranne, quello di quei pochi negozianti che conosco. Musi lunghi, risposte secche, addirittura dei no (Vabbè ci sta ma un può anche essere un pochino più gentile) per non parlare di una ragazza di un negozio centralissimo (che non dirò qual’è…) la quale mi disse che avrei potuto lasciare i miei depliant li in un punto preciso. Ne depositai 5-6 come faccio solito, poi uscii. Mi tornò in mente che volevo chiedere un’informazione a riguardo di alcuni prodotti che vendeva, mi girai e tornai dentro e in qual preciso istante, era intenta a gettarli nel cestino. Allora sei st****a pensai!
Io li pago quei cartoncini, non mi si materializzano in casa la notte gli dissi ad alta voce, seccato.
Se non li volevi poevi tranquillamente sorridermi e dire no grazie. La cosa mi seccò talmente tanto che non gli chiesi nemmeno per quel prodotto e andai ad acquistarlo altrove.
Fu una giornata terribile intermini di feedback umano, al contrario di quella di oggi. Ma dov’è finita la cortesia di un sorriso e di un ‘buonasera’ bello squillante?

Tornando nella Bologna di stamani, non si potevano non notare una innumerevole quantità di gruppetti turistici dalle tre-quattro alle 20 persone, tutti rigorosamente accompagnati; file al di fuori dei musei in attesa aprissero e un sacco di turisti che fotografavano i vari monumenti.

Misto allo stupore nel rendermi conto di quella realtà, e si badi, non vuole essere questo articolo una critica a Ferrara ma uno spunto di riflessione, mi saliva una sensazione di smarrimento pensando alla mia bella città natìa, alla sua situazione sonnolenta, tranquilla, calma. Salvo rare occasioni di manifestazioni culturali o altro, sono anni che non vedo una bella piazza piena di gente e oggi, al rientro da Bologna, in auto, Ferrara era deserta, poche auto (e questo può anche essere una bella cosa per l’inquinamento) ma anche per la strada pochissimi pedoni, ed è un sabato pomeriggio.
Anche in questo istante in cui scrivo, vedo la webcam su piazza Trento Trieste, corso Martiri della Libertà e piazza Municipale e… se conto 100-150 persone è già tanto!

Verso le 11 a Bologna ho quasi smesso di entrare nei caffè e nei bar perchè erano talmente pressati di gente che non era possibile accedervi per depositare del materiale pubblicitario.
Qui da noi, basta che esci da una delle tre-quattro strade del commercio centrale ed è il deserto.

Mi chiedo per quale motivo me ne debba rendere conto io di questa situazione e non altra gente, perchè in una città come Ferrara, che artisticamente, urbanisticamente e storicamente, chiaramente in base alle sue più ridotte dimensioni, non ha nulla da invidiare alle altre, deve essere tutto fermo, statico, morente.
Non voglio andare a vivere a Bologna come molti penseranno di scrivermi nei commenti sotto (e allora perchè non vai dai tuoi amici bolognesi…), non me ne frega nulla se non di andarci a fare il turista; io desidero che la mia città torni viva, che il turismo torni a crescere, chiedo forse troppo?

Forse mi sa di si…

webcam su ferrara
Ferrara questa sera

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